Ogni cosa ha un senso
Marco Zuffo
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Camminando oltre il velo dei cinque sensi,
guardando con occhi diversi,
i fiori, gli eventi, gli insetti,
scoprire sentieri perfetti,
linee più o meno tortuose,
tratti decisi di progetto.
Quasi davvero vi fosse quel grande architetto,
e lo si potesse sentire,
nei presentimenti,
nelle connessioni,
nei segnali decisi,
nelle vibrazioni.
Il fiore non nasce
e non vive
e non muore
per niente,
nemmeno il seme divenuto germoglio,
mangiato da un fungo letale,
prima di crescere e sbocciare .
Fa parte del gioco divino,
nel folto del bosco,
al centro del campo incolto.
Cos’ha di più bello o più giusto del fiore migliore,
la margherita del povero che prova amore?
Come il polline maturo del fiore che muore,
che diventa miele, o passa di fiore in fiore,
la bellezza del colore nei prati,
nel cuore di un pittore,
negli occhi di un bambino,
non son tutti segni d’uno scopo divino?
Il senso è perfetto,
e forse anche leggere quello che ho scritto,
darà da pensare.
Nel mare del pensiero
risiede il segreto di questo tutto,
astrarre per creare.
Arriverà una nave,
avrà le vele di canapa antica,
sarà una nave amica,
la sua polena sarà d’oro e denari,
ci saranno pirati, giochi, gazzarra
ma senza pugnali,
di orto in porto,
soltanto tesori,
e madri affettuose
baci della buonanotte
e risvegli,
dentro letti freschi,
senza smanie o progetti,
soddisfatti che sia tutto quel che deve venire,
il resto lo abbiamo attorno,
tutto in fondo uguale al nostro corpo,
elementi,
materiale.
Niente a che fare col potere strano
di legger la mappa dei sentieri perfetti,
camminando oltre il velo dei cinque sensi,
guardando con occhi diversi,
i fiori, gli eventi, gli insetti,
sentirsi parte di questo tutto
e tutto è in funzione del bene
e il bene non è concreto,
è un concetto,
astratto come il pensiero,
infinito come l’universo,
come comprendere che
davvero
ogni cosa ha un senso.
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