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Riflessioni 21 aprile 2007 · lettura 1 min · 4144 letture

Nascondino a mezzanotte

G
Grandesempre Giorgio 134 poesie pubblicate
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Ombre allungate dietro le case nascosti immobili come le statue, al rumore di passi tremava il cuore silenzi improvvisi cercavi una luce. La tensione imprigionava il respiro un urlo squarciò il buio della sera, senza guardare corsi verso la tana scivolando su un sampietrino rialzato. Una profonda risata si alzò nell'aria tutti uscirono dal loro rifugio segreto, di quel nascondino ancora porto i segni, giochi d'estate della mia infanzia.
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Per il tema “quando ero bambino” mi è venuto in mente questo episodio, un po’ simpatico, mi sono sempre chiesto quando si finisce di essere bambini e si diventa grandi!!

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Grandesempre Giorgio
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Commenti (10)

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Salvatore Ambrosino21 aprile 2007

una poesia bellissima, mi hai svegliato i miei ricordi infantili con questi versi., sei un grande..sempre.

Leaf21 aprile 2007

immagini vivide, sembra di sentire le risate, i rumori, le grida... Uno stile asciutto e diretto, che si distingue per personalità...

Massimo C21 aprile 2007

Hai fatto bene a ricordare questa tua avventura molto ben descritta.

S
Semplicemente Lulù21 aprile 2007

Sei stato davvero molto in tema, grandesempre. br Sai essere strumento della tua poesia. br

Zima21 aprile 2007

cicatrice sul ginokkio eh? ! . . . bei ricordi! sono così vivide le immagini che per un attimo sono ritornata bambina ank'io per rituffarmi nei miei nascondini estivi...

M
Marilena21 aprile 2007

meravigliosi ricordi... che tornano con allegria... in fondo non cresciamo mai... è questo il bello credo... sono versi scritti molto bene, nel tuo stile che scivola alla lettura e ci regala sempre il momento che vivi con intensità... . .

S
Stefano Toschi21 aprile 2007

Mi è piaciuta soprattutto la prima parte dove evochi alla perfezione le emozioni che tutti abbiamo provato giocando a nascondino una sera d'estate. Mi ci sono ritrovato in pieno. Simpatico e ben costruito anche il finale narrativo.

M
Mariasilvia22 aprile 2007

E' un gioco che si faceva tanto e che mi divertiva un sacco. La sorpresa del ”trovare” i nascondigli e di spiare. Non si finisce mai d' essere piccoli:quel ”fanciullo” è in noi e per fortuna... Scritta benissimo.

Ferny Max Curzio27 aprile 2007

Altro che nascondino... noi si giocava a sassaiola nelle pinete di Porto d'Ischia e meno male che non ne porto alcun segno. Ma tu qui sei magnifico, quanti ricordi dei passatempi più o meno animati di quell'età magica... E sì, dài, che c'ho giocato anch'io a nasconderella e ai 4 cantoni, però a Vico Equense quand'ero ancora più piccolino, giustamente. Bellissima e caramente rievocativa.

D
Diegonicol28 aprile 2007

Trentuno salvatutti! E chi l'ha mai dimenticato? E' un bel brano tenero e convincente, l'ideale per riannodarsi ai più affettuosi ricordi. Essi ci ravvivano come un senso mai sopito d'eterna gioventù, quasi che dall'anima stessa scaturisse la dolce magia di tornar bambini...