Dolceamaro
Quando ero bambino chi sa che pensavo?
Sognando il futuro volavo, volavo,
ma mentre volavo, di certo, giocavo,
e poi con la mamma, la sera, pregavo.
Ricordo Daniele, che gia se n’è andato,
la morte, passando, con sé l’ha portato;
il fiore reciso appena sbocciato
la madre dolente, presto, ha seguitato,
ma questo è gia dopo da che ero bambino;
Dick pure ricordo, fedel bastardino,
ricordo le corse felici nei prati,
il mare, il campeggio, gli amici trovati.
Quei cari ricordi, lontani nel tempo,
riecheggiano in cuore tra gioia e lamento,
si sciolgono, infine, in nostalgico canto,
da che ero bambino è poco, ed è tanto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (4)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
B
Benedetta Cavazza Miciamalvina21 aprile 2007
sinceramente la trovo carezzevole e deliziosa..come un melone fresco d'estate quando si è assetati..gioia semplice è quello che dona.
G
Grandesempre Giorgio21 aprile 2007
In questa poesia ritrovo le tue qualità descrittive, nella profondità di questi versi ben scritti in cui immagini vive nei ricordi riecheggiano dal passato! mi è piaciuta molto la tua poesia!
Leaf21 aprile 2007
sì, una filastrocca dal ritmo dolce, per stemperare l’amaro della nostalgia, e del rimpianto... hai sdrammatizzato lievemente i toni amari... ”tra gioia e lamento”..
M
Mariasilvia22 aprile 2007
Il titolo dice... i versi sono incantevoli.Che dirti, l'ho sentita ”mia”...
