Novello pigmalione

M’incantano i tuoi occhi, lo sguardo tuo rivolto
più lontano del sole a dar conforto al volto.
Ti carezzo i capelli mentre, tremante e stanco,
or ti guardo smarrito, innamorato e affranto.
Son qui disorientato, vorrei poterti amare
e sfiorarti le labbra e poi farti parlare.
Ti sfioro col mio fiato, con le mie sporche dita,
ora che t’ho creata, vorrei darti la vita.
Strano come l’amore possa produrre affanno
persino in una tela, in un palese inganno,
desiderare un bacio da un sogno, una chimera,
da una donna dipinta che un’ora fa non c’era.
Eppure più ti guardo e più ti sento mia
come se palpitassi, vibrassi in sintonia
col mio cuore che pulsa in perfetta armonia
con te che, pur beffarda, sei mia, sei la Poesia!
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L'autore
Dino Licci
Osvaldo (Dino) Licci nasce in Uggiano la Chiesa il 1° Agosto 1943 e consegue nel 1961 il diploma di maturità classica presso l’Istituto Capece della città di Maglie; si trasferisce a Roma dove frequenta con ottimi risultati tre anni della facoltà di medicina e Chirurgia ma, affascinato dalle teorie evolutive di Dar
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