I due mondi
Marco Zuffo
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Pensare
a come sfilano in un posto inconsistente,
come aggrovigliate o in fila e ordinate
figure d'aria
materialmente concretizzabili
dall'unico dio che conosco,
quell'essere che ha il mezzo
per varcare i due mondi.
Sono strade di sogni,
in cui compaiono cattedrali,
in cui cani dal corpo d'altri animali,
guidano pagliai,
è il non luogo delle idee,
dove esiste l'infinito,
dove cresce il legame
insito nello scopo del tutto,
equilibrio,
bene supremo,
passando per la follia di qualche
scemo
che comunque ne fa parte.
Siamo noi stessi a mischiare le carte,
servire, sognare, creare,
persino provare o riuscire,
si anche amare,
siamo quel mondo,
ogni uno a suo modo,
ogni uno identico,
ogni uno diverso.
e non è mai tempo perso,
vivere il mistero,
varcare le porte,
accogliere allegri
la vita, l'amore e la morte.
Quel che si riesce a sognare
non è meno reale,
della cattedrale che stava nello stesso posto,
che sto a guardare mentre penso,
della quale
profondamente,
adesso,
colgo il senso.
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Marco Zuffo
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