671 lettori online · 362.587 poesie · 7.573 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Sociale 3 ottobre 2013 · lettura 1 min · 864 letture

Lampedusa, 3 ottobre

nemesiel 226 poesie pubblicate
+ Segui
La speranza si aggrappa a legni marci e agli occhi troppo grandi dei miei figli. La paura viscida in stracci vecchi nelle mie braccia che non sanno nuotare. Il dolore nascosto nel ventre affamato che ingoia l’orgoglio la storia e la mia ombra. La libertà trovata in questo mare donatami dal fuoco e dai miei dei. ...e la pietà nel pianto d’una donna che inutilmente batte il mio petto di pietra.
♥ 0 💬 8
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Solo l'ultima strage della disperazione... e mentre una soccorritrice piange impotente e sconvolta fra tanti morti, nel nostro parlamento c'è chi li fa morire di nuovo. In ciò che ho scritto mancava la vergogna, eccola... è la nostra.

L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

Tutte le opere →

Commenti (8)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Rosita Bottigliero3 ottobre 2013

poesia struggente e piena di profondità. ... un dramma che si affronta tutti i giorni. ... molto apprezzata...

Alberto De Matteis3 ottobre 2013

Lampedusa: vergogna e orrore... per tante vite umane inghiottite dal mare mentre cercavano la libertà. Lirica struggente ed emozionante,

Salvatore Masullo3 ottobre 2013

Lirica molto toccante che esprime, con similitudini ben rappresentate, tutto il dramma vissuto da chi dopo aver perso tutto, lascia nei flutti marini anche la speranza, "aggrappata a legni marci". Dolore, ombre e paure che annientano l'orgoglio, la storia, la libertà delle persone. Non rimane che l'umana pietà ed il pianto da offrire all'epilogo di un dramma che si consuma in modo così duro! Sono vittime della disperazione, come dice l'Autrice attraverso versi che toccano in maniera profonda l'animo di chi assiste, impotente, a questi eventi luttuosi. Toni lirici elevati con versi struggenti che lasciano l'animo profondamente scosso.

Catia Dinoni3 ottobre 2013

Duri e crudi versi che l'autrice scrive quasi urlando con la rabbia nell'anima, per l'ennesima tragedia... la "vergogna" sosta sui nostri occhi, perché ancora una volta quel grido d'aiuto viene ignorato, quante ancora dovranno essere le vittime che nella speranza intraprendono quel cammino e approdano sulle rive dell'indifferenza?... allo sdegno.

Andrea D’Alfonso4 ottobre 2013

Si la vergogna di non poter in qualche modo intervenire... noi possiamo solo pregare ed aver rispetto per tanto orrore... e con le poesie come questa denunciare e tenere alta l'attenzione, piccoli gesti ma di molta importanza.

Massimiliano Moresco5 ottobre 2013

Una sacrosanta indignazione urlata, sentita che non è non appare di circostanza. La descrizione di una tragedia che si ripete e ogni volta sembra di risentire lo stesso, finto, perpetuo cordoglio delle istituzioni.

Vita D’Amico5 ottobre 2013

Un dolore che accomuna ma non lenisce per questo l'animo sensibile e indignato dell'Autrice. Versi e pensiero condiviso. Emozionante!

EnzoL5 ottobre 2013

A poco servono i lamenti di bambini, donne... uomini nella notte dei Flutti L'umanità si perde in una oscurità ancor più buia di quei marosi . null'altro da aggiungere