"la rocca"
E' patria del dubbio un cuore sincero,
a scavalcarne le mura non basta il tempo,
già è arresa la passione.
Corre fra le guglie un messaggero indigesto
a gridare assedio,
più assedi di frecce e sassi a
scardinare mattoni di tempra, a
insinuare spifferi e crepe, ad
invocare venti di bufera, lacrime
a catinelle a sciogliere la luce.
E' virtuoso dell'uomo il tempio
ad amore fondato sul dubbio, e
i fiori di baci seminati a corona della rocca,
guardiani gentili.
Forse, un giorno,
maturi dai verdi germogli
saranno capaci di tendere la mano
a guerrieri sicuri, per l'eterno sigillo
dell'assedio più dolce, quello
gridato per sempre.
©
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L'autore
S B
Sono uno studente di Giurisprudenza, e ho iniziato a scrivere circa quattro anni fa. Molte delle poesie che ho scritto in passato risentono del programma del liceo, ora perlopiù delle letture personali. Il primo poeta d'amore che m'ha spinto a scrivere, attraverso la sua lettura, è Nazim Hikmet. Rimane quello che maggi
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