Io specchio, lei riflesso

Appoggiato a un mobile,
oro, cristallo,
sono forse il più bello
ma mai quanto il riflesso.
Quando la vedo sorridendo passare
ed improvvisamente chiudere la porta piangendo
capisco che in vita sua
mai ha sorriso vere gioie.
Ammiro il suo corpo
e ne rimango incantato,
inizio a sbiadirmi
e lei e` costretta a pulirmi.
Fortunata anche la spazzola
che le accarezza i capelli seta
e ne conserva i nodi.
Nuda
su quella robusta sedia
a piangere fragile silenziosa
per qualcosa che non so.
Parole non comprese,
ma vedo in viso
lacrime che invocano pietà.
Si avvicina disgustata
e inizia a picchiare le sua testa
contro di me.
Sofferente
perde il controllo
e mi lancia
suoi oggetti.
Cosa gli avrò mai fatto?
Inizio a rompermi in mille pezzi
e fu all'ultimo secondo,
alla sua ultima lacrima
che capii...
dentro me
vedeva se stessa.
Come poteva non sentirsi bella...
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L'autore
SonoNataSola
Non ho nome... non sono altro che silenzio nel chiasso, eremita fra la gente, agitazione in esame. Non ho età... non sono altro che pochi anni, duro lavoro di mamma, delusione di papà. Non ho viso... non sono altro che vento, stella del cielo, primogenita sperata maschio. Tredicenne che racconta ad un fogli
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