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Donne 20 ottobre 2013 · lettura 1 min · 4091 letture

Vorrei prestassi il volto al tuo stupore

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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S'assapora lo slancio di un nuovo vento Un vento inciso nel viso reciso della luna Una vento femmineo dolce come un pianto. Donna che osservi il mondo Con occhi fragili e dita di fragola. Tu, recipiente di arcobaleni e sapori Rapisci i colori per creativi saperi. Tu, radicata nell'osmosi della vita Generi nell'ombra immagini di seta. Tu che comprendi con tutto il tuo universo Assumi la conoscenza Dell'incavo mondo immerso. Oh, resiliente donna Vorrei riconquistassi la tua mattina E prestassi il volto al tuo stupore Di fronte alla folleggiante intuizione Che sussurra il rutilante mistero della vita. Una nuova religiosità apparirebbe all'orizzonte Nella quale il vuoto fertile dell'inclusione Svezzerebbe in grembo l'uovo di un nuovo Dio. Un Dio Dea apparirebbe. Una Dea dalle mille differenze Che sollevi il vagito di un nuovo essere Che superi l'anelito dell'umano ideale In una civiltà fondata sul rispetto individuale.
#Seno#Religione#Madre#Donna
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Nonostante i movimenti femministi abbiano ad oggi ottenuto innegabili vantaggi per le donne, l'assumere comportamenti e stili mascolini ha altrettanto innegabilmente allontanato il suo profondo senso femminile, esiliandolo dal proprio sé. In questo testo invece, auspico un ritorno ad una sana differenziazione, scevra tuttavia da petulanti guerre civili sulla superiorità dei sessi. Il mio vuole essere un invito a considerare come i due principi, femminile e maschile, facciano parte di un unico principio più ampio. Pertanto è utile in quest'ottica che si sostengano a vicenda.

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (13)

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Catia Dinoni20 ottobre 2013

Ben descrive questa poetica il percorso non sempre facile della conquista degli spazi in questa società per la donna, da sempre una strada in salita ma che con occhi di speranza a volte fragili osserva e si muove su questo mondo riempiendo quegli spazi che non vogliono certo essere invadenza di quell'universo maschile, " In una civiltà fondata sul rispetto individuale"...ecco trovo in questa frase tutto il senso di un sentire, perché uomo e donna solo nel principio di camminare a fianco sostenendosi a vicenda possono affrontare un cammino di uguaglianza e di ricchezza interiore.

Carla Colombo20 ottobre 2013

Grande! Sì, ci vorrebbe un Dio Dea nel rispetto delle differenze e nell'esaltazione delle uguaglianze in uno spirito di comune fratellanza!

Alberto De Matteis20 ottobre 2013

...vorrei riconquistassi la tua mattina... Immagini stupende molto suggestive per un bel sentire femminile, che il bravo Autore, con impareggiabile maestria, sa poeticamente descrivere.

Francesco Rossi20 ottobre 2013

La spiritualità si infrange con prepotenza in questo universo femminile che viene poetato con stile e autentica spontaneità.

carla composto20 ottobre 2013

bellissimi versi e metafore, che riportano la donna nella sua vera essenza nella sua sensibilità ... un essere completo di forza e dolcezza... bellisima lirica da conservare...

rita iacobone20 ottobre 2013

Confortante leggere pensieri così belli e perspicaci sulla donna, io che lo sono penso che la nostra diversità così complessa possa ben fondersi con quella del sesso opposto, certo in passato ed ancora oggi le donne sono sottovalutate spesso proprio dagli uomini che giurano di amarle. Occorre un equilibrio che il poeta così armoniosamente ci suggerisce.

Berta Biagini20 ottobre 2013

Non perché sono donna, ma credo che l’autore oggi abbia dato il massimo di sé – anche se penso che la fragilità della donna sia qualcosa che non possiamo annullare, neanche con le parole – è la sua bellezza. "Dita di fragola" - mi ha stesa!

Grazia La Gatta20 ottobre 2013

Lirica molto bella ma che è, anche, una profonda riflessione sull'essere donna, la sua femminilità intorno alla quale tutto ruota; l'importanza di esser donna, generatrice di vita, con pari dignità dell'uomo. Apprezzata.

Antonella1721 ottobre 2013

lirica molto apprezzata per il profondo rispetto e considerazione dell'autore verso il genere femminile. Insieme uomini e donne possono raggiungere vette insospettabili. Metafore veramente da brivido. . s

Riccardo Ruschetti21 ottobre 2013

Un acuto verseggiare che illumina l'esser Donna in quanto tale, capace di guardare il mondo con occhi così diversi da quelli dell'uomo che, se realmente lasciata andare, darebbe colore alla faccia oscura dell'umana Luna.

Fiammetta Campione21 ottobre 2013

Sono le differenze quelle che arricchiscono permettendo un sano scambio, è innegabile però che donne e uomini sono due mondi stranieri, la cui unione (quando l'incastro è indovinato) può generare felicità. Quanto alla parità, quella dei diritti e del rispetto, mi duole dire che siamo ancora molto lontani... grazie per i tuoi profondi versi e per il tuo contributo.

Elle L26 novembre 2014

l'Autore ha ben esposto il suo intento, la donna non deve perdere femminilità per dimostrare il suo valore e la sua forza, pensiero che condivido. Ciò che ha alimentato e nello stesso tempo inquinato un po' troppo il senso di femminilità alla mercé dell'occhio e che potrebbe indurre a falsi giudizi è quell'ambiguo esporsi a volte della donna che giocando bene la sua parte, lo usa "seducendo"... agli uomini soprattutto piace ma fa anche Paura... lo soccombe a parer mio, pur restandone affascinati

Claretta Frau26 novembre 2014

La donna da sempre ha cercato il rispetto dell'uomo più dell’uguaglianza, non riuscendovi ha provato a essere simile all’uomo, perdendo in alcuni casi di femminilità, è riconquistando il rispetto verso la sua diversità, verso l’essere donna, madre, compagna, amica, sorella che riuscirà nel suo intento: sempre naturalmente se anche l’uomo le riconoscerà il posto che le compete non al di sotto dei suoi piedi, ma al suo fianco in comunione d'intenti. Un sogno?