Vorrei prestassi il volto al tuo stupore
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
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Ben descrive questa poetica il percorso non sempre facile della conquista degli spazi in questa società per la donna, da sempre una strada in salita ma che con occhi di speranza a volte fragili osserva e si muove su questo mondo riempiendo quegli spazi che non vogliono certo essere invadenza di quell'universo maschile, " In una civiltà fondata sul rispetto individuale"...ecco trovo in questa frase tutto il senso di un sentire, perché uomo e donna solo nel principio di camminare a fianco sostenendosi a vicenda possono affrontare un cammino di uguaglianza e di ricchezza interiore.
Grande! Sì, ci vorrebbe un Dio Dea nel rispetto delle differenze e nell'esaltazione delle uguaglianze in uno spirito di comune fratellanza!
...vorrei riconquistassi la tua mattina... Immagini stupende molto suggestive per un bel sentire femminile, che il bravo Autore, con impareggiabile maestria, sa poeticamente descrivere.
La spiritualità si infrange con prepotenza in questo universo femminile che viene poetato con stile e autentica spontaneità.
bellissimi versi e metafore, che riportano la donna nella sua vera essenza nella sua sensibilità ... un essere completo di forza e dolcezza... bellisima lirica da conservare...
Confortante leggere pensieri così belli e perspicaci sulla donna, io che lo sono penso che la nostra diversità così complessa possa ben fondersi con quella del sesso opposto, certo in passato ed ancora oggi le donne sono sottovalutate spesso proprio dagli uomini che giurano di amarle. Occorre un equilibrio che il poeta così armoniosamente ci suggerisce.
Non perché sono donna, ma credo che l’autore oggi abbia dato il massimo di sé – anche se penso che la fragilità della donna sia qualcosa che non possiamo annullare, neanche con le parole – è la sua bellezza. "Dita di fragola" - mi ha stesa!
Lirica molto bella ma che è, anche, una profonda riflessione sull'essere donna, la sua femminilità intorno alla quale tutto ruota; l'importanza di esser donna, generatrice di vita, con pari dignità dell'uomo. Apprezzata.
lirica molto apprezzata per il profondo rispetto e considerazione dell'autore verso il genere femminile. Insieme uomini e donne possono raggiungere vette insospettabili. Metafore veramente da brivido. . s
Un acuto verseggiare che illumina l'esser Donna in quanto tale, capace di guardare il mondo con occhi così diversi da quelli dell'uomo che, se realmente lasciata andare, darebbe colore alla faccia oscura dell'umana Luna.
Sono le differenze quelle che arricchiscono permettendo un sano scambio, è innegabile però che donne e uomini sono due mondi stranieri, la cui unione (quando l'incastro è indovinato) può generare felicità. Quanto alla parità, quella dei diritti e del rispetto, mi duole dire che siamo ancora molto lontani... grazie per i tuoi profondi versi e per il tuo contributo.
l'Autore ha ben esposto il suo intento, la donna non deve perdere femminilità per dimostrare il suo valore e la sua forza, pensiero che condivido. Ciò che ha alimentato e nello stesso tempo inquinato un po' troppo il senso di femminilità alla mercé dell'occhio e che potrebbe indurre a falsi giudizi è quell'ambiguo esporsi a volte della donna che giocando bene la sua parte, lo usa "seducendo"... agli uomini soprattutto piace ma fa anche Paura... lo soccombe a parer mio, pur restandone affascinati
La donna da sempre ha cercato il rispetto dell'uomo più dell’uguaglianza, non riuscendovi ha provato a essere simile all’uomo, perdendo in alcuni casi di femminilità, è riconquistando il rispetto verso la sua diversità, verso l’essere donna, madre, compagna, amica, sorella che riuscirà nel suo intento: sempre naturalmente se anche l’uomo le riconoscerà il posto che le compete non al di sotto dei suoi piedi, ma al suo fianco in comunione d'intenti. Un sogno?













