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Riflessioni 22 ottobre 2013 · lettura 1 min · 2352 letture

Sere sfitte

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Sere sfitte In locali di muri chiusi, Sere sfitte Per contrattare bisogni O disegni Che suggestionino l'anima. Mentre operatori di sorrisi Con sguardi stesi Inseguono diamanti Incastonati in visi giocondi, Per appenderli Nelle corde dei sogni. Tuttavia i miei desideri arresi Promettono bene Nell'evidenziare le mie pecche, Si diramano come comunicati Che ormai nessuno legge più. So però essere la loggia di me stesso, Una massa di coriandoli Guidati da un io Che intona i suoi imperativi: Tu devi! Io fuggo. Tento di fuggire come un cane... La corda è legata ad un bastone Ed io lì, col collo in galera Tra occhi di pescecane.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (7)

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Gentiana Marika22 ottobre 2013

Si legge in questi versi il forte desiderio di scappare da una realtà che rende schiavi anche di se stessi ... Una bella esposizione poetica che l'autore sa servire al lettore con spunti di riflessione dalle diverse sfumature. Molto apprezzata come sempre. Ottima lirica!

s
sergio garbellini22 ottobre 2013

L'autore dopo un'attenta analisi dei problemi sia personali che di quelli che lo circondano, desidera fuggire via da questi pericoli che non aiutano la sua coscienza a vivere serenamente, neppure nell'amore è riuscito a trovare il nirvana necessario per la sua caratteristica. Una lirica molto esauriente nei suoi particolari e scritta come sempre con notevole bravura, piaciuta.

Carla Colombo22 ottobre 2013

A volte il mondo ci va' stretto, un'insofferenza verso il dentro e il fuori ben rappresentata, siamo tutti funamboli in equilibrio instabile sulla corda della vita...

Tonia Fracella22 ottobre 2013

Versi che scorrono incisivi... nella voglia di evadere da quegli spazi, forse troppo stretti ... mentre il tempo scorre inesorabile... fra quelle sere sfitte e desideri arresi... Un pensiero che vorrebbe fuggire da tutto. Poesia profonda e toccante.

omissam22 ottobre 2013

,,,,,parole che

nemesiel22 ottobre 2013

Poesia forte che non sembra lasciare spazio alla speranza di sfuggire in qualche modo alle corde che ci tengono legati, prigionieri di noi stessi e del contesto in cui siamo immersi... eppure c'è piena consapevolezza del tutto, la prima strofa ne è già conferma. E' evidente che non si riesce neppure a fuggire dal proprio io che detta i suoi imperativi categorici... troppi meschini operatori di sorrisi ma ancor di più quei pescecane ...predatori dagli occhi freddi e inespressivi. Profonda e da brivido, uno specchio.

Fiammetta Campione23 ottobre 2013

sembra non ci sia possibilità di fuga, quando a tenerci legati (oltre ai dictat del contesto) siamo noi stessi, che non riusciamo ad andare controcorrente. L'averne consapevolezza non basta... bellabella!