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Riflessioni 27 ottobre 2013 · lettura 1 min · 2503 letture

Pigmalione

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Oh pigmalione, Hai generato genie di adulatori ondulatori Il tuo mondo pullula di libellule Che volano rinchiuse, Racchiuse in una scatola Ove sbattono, battono e ribattono In dorate illusorie pareti inondandole di sangue. Quell'ideale di cartone -Una pentola a pressione Di percorsi stabiliti- Proietta in un volo senza ali, Dove senso e sentimento Privati da natural fermento Veleggiano verso freddi funerali. Ma un giorno senza grembiule Mi accorsi della pecca E senza pacche sulle spalle Vidi sommergere la ragione Nel potente flusso del rancore E bucai con uno spillo Quella folle costruzione. Tirai con una lenza Dolcezza e sofferenza E medicai le ferite Con potente dinamite. Poi, nel cielo di rinnegati miraggi Appesi confortanti ciechi ormeggi. Ammaliante era la forma Che si staglio' oltre la norma, Urticante la disciplina Che ululo' la sua ramanzina. Scoprii così, il cavo teso fuorilegge Che straziava l'escrescenze della mente Mi inerpicai senza piombo nei miei calzari Diventando diverso tra i miei pari.
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Molto spesso gli istituti scolastici inseguono l'immagine dell'alunno ideale al quale tutti debbono conformarsi. Gli stessi insegnanti inevitabilmente creano un immagine stereotipata dei discenti. Tali idee vengono poi trasmesse attraverso il canale verbale e quello non verbale fissandosi nell'inconscio dell'alunno, determinandone la riuscita scolastica

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (12)

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rita iacobone27 ottobre 2013

Non poteva il poeta usar parole più giuste per dissentire sulla folle mania degli educatori di livellare le menti sul modello di colui che appare più capace nella vita, errore grandissimo perché è proprio nella diversità d'espressione e atteggiamento che cresce la persona unica che può dare tanto solo se accettata.

Carla Colombo27 ottobre 2013

Sentirsi diversi dagli altri in positivo può far sentire migliori ma in negativo invece soli, quasi disadattati, non partecipi del comun vivere quasi se il comun vivere potesse garantire serenitá. Condivido la fuga da falsi adulatori e la necessità di trovare una propria dimensione

Berta Biagini27 ottobre 2013

Purtroppo questi versi mi hanno riportata sui banchi della quarta elementare – ancora ricordo quella bilancia che ovunque sembrava trovare approdo per far comprendere meglio la diversità. Sofferenza non compresa ancora oggi ritorna indelebile a scalfire quella parte del cuore che un tempo ha angosciato. Letta con particolare attenzione.

Francesco Rossi27 ottobre 2013

Il poeta si esprime in versi scritti magistralmente per porre l'accento sulle diversità che vengono fatte pesare enormemente, un fardello faticoso per chi lo deve portare.

Alberto De Matteis27 ottobre 2013

Guai a cercare di voler creare degli individui uguali o simili ad un qualsiasi tipo predeterminato. La bellezza e la grandezza di ogni persona, di ogni essere animato o inanimato stanno proprio nella loro diversità. Lirica originale e piaciuta tanto.

Grazia La Gatta27 ottobre 2013

Lirica stilata stupendamente su di un tema interessante. Purtroppo esistono ancora queste differenze di trattamento nelle nostre scuole; non si sa capire le capacità personali di ogni singolo ragazzo/a, si cerca di creare degli studenti robot (tutti uguali), ma la scuola che funziona così, non è scuola. Pensiero molto condiviso. Bella stesura, complimenti.

Tonia Fracella28 ottobre 2013

Una poesia efficace e di grande significato... che in versi intensi giunge al lettore portando a riflettere... I modelli trasmessi dal mondo... nelle scuole, spesso portano a creare difficoltà d integrazione... Ogni persona dovrebbe essere apprezzata nella pienezza di se stesso... Senza mai creare modelli di massa. Poesia significativa e condivisa.

Giovanni Chianese28 ottobre 2013

La diversità conquistata, anello di ricongiungimento tra l’archetipo stereotipo e l’assolo di un’azione talentuosa riconduce a un riconoscimento della propria personale identità. Esortare gruppi di persone ad uno stesso modello preconfezionato, porta ad uno stato impersonale, privo d’ espressione il singolo caso geniale, non solo nel campo artistico ma anche nella vita comune di ognuno. Questo tipo di processo, che accomuna opinioni precostituite su soggetti, esula dalle caratteristiche individuali della persona, è un modello inefficiente, che induce all’annullamento dell’identità creativa. Una lirica molto sentita, magistralmente stilata, marca grondanti riflessioni su una tematica all’ordine del giorno. Complimenti all’autore!

Salvo Angrisani28 ottobre 2013

Diversità che ancora mi ricorda i miei anni scolastici. Complimenti, poesia molto toccante.

a
andrea ristori28 ottobre 2013

Massimiliano, io ho odiato la scuola proprio per i motivi di cui hai scritto; lo studente viene strumentalizzato ed oggettualizzato per renderlo idoneo al sistema di massa del quale dovrà fare parte per essere funzionale alla sua causa, quella del sistema, che naturalmente e sollennemente è quella del denaro. Ho sempre considerato la figura media dello studente come una sorta di replicante cerebrale e cervellotico senz'anima, ovvero essere umano che ha creato una società a sua immagine e somiglianza; la razza più evoluta per intelligenza è quella meno sviluppata sul piano spirituale e quindi della creatività ecco perché gli artisti sono dei diversi amati per questo, ma odiati ed osteggiati perché diversi, migliori, invidiati.

Riccardo Ruschetti28 ottobre 2013

Essere una voce fuori dal coro necessita di grande forza e coraggio così da poter affermare liberamente quanto certi "dogmi" siano per noi iniqui e lontani dalla verità che ci appartiene.

Jibi1 novembre 2013

La scuola è un punto fermo molto importante nel processo istruttivo degli alunni. La ricchezza a cui attingere dovrebbe essere la diversità, non l’uniformazione e l’adeguamento a un modello prevalente che impedisce la formazione di identità giovanili responsabili, complete ed autonome. Letta con piacere e attenzione per il tema trattato.