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Introspezione 27 ottobre 2013 · lettura 1 min · 4048 letture

Ed è già notte

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Mi deride il giorno affiancandomi al buio, in quell’io che non tace, che non mi dà pace. Inciampo nell’inevitabile agonia, io anima sola, a scavare tra i colori per dipingerla di rosa. Ma diventa nera, e di pece corrode il sentire, scontrandosi alla riva d’uno sguardo col riflesso del dolore. Di lacrime si nutre, allontanandosi dal coraggio che non ha di voltarsi per soccorrermi. Ed è già notte, quando s’accorge delle ore schiacciate dal silenzio, nel corroso dileguarsi d’un tempo saturo di niente. E non sente, che la luna sfiora ogni battito, affacciandosi distratta nell’attraversarmi ruvidi pensieri, sfociati all’improvviso, non a domandarmi chi sono, ma a chiedermi, se aspettandomi sull’uscio dell’esistenza, ho la forza di rialzarmi ancora.
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Rita Minniti
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Commenti (8)

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Salvo Angrisani27 ottobre 2013

Versi d'un sentire disperato. Il dolore fluisce lento nelle vene di chi teme di non potersi più rialzare. Ed arriva la notte, tempo in cui tutte le mancanze tornano a farsi sentire. Letta e piaciuta moltissimo.

Rosita Bottigliero27 ottobre 2013

questa poesia sprigiona tutto l'essenza dell'amore... tutto ciò che ci si aspetta ma non arriva... tutto. quello che si vuole ma non si ha... versi che sono il fiore all'occhiello della forza di una donna... ella rinasce sempre a una nuova esistenza... adorabile.

carla composto27 ottobre 2013

troppo corto il giorno troppo veloci le ore che danno il posto alla notte buia che l'autrice vorrebbe dipingere di rosa... metafora molto bella e sentita in versi incredibilmente intensi...

Cinzia Gargiulo28 ottobre 2013

Il giorno lascia il posto alla notte con le sue ombre e le paure che attanagliano l'anima, soprattutto la pura di non farcela ma la forza di rialzarsi alla fine viene sempre fuori. Versi intensi che si snodano in un susseguirsi di immagini suggestive, molto apprezzati.

Enrico Baiocchi28 ottobre 2013

Si trascina e ritorna sui suoi passi, calpestando la propria ombra, un'anima quasi stuprata, fatta a pezzi dalle lame della solitudine e del silenzio, che si rifiuta di varcare la soglia della notte per paura di rivedere i propri ricordi. non crede più che un'alba possa ancora sorgere sul cuore. Versi di una bellezza infinita che ben trasmettono l'angoscia struggente.

D
Delinquente29 ottobre 2013

Per fortuna che è solo una bellissima poesia, perché queste parole pronunciate sul lettino di un psicoanalista porterebbero alla sentenza "depressione"

Vita D’Amico30 ottobre 2013

Si percepisce vivo quel timore di cadere senza più potersi rialzare e la notte acuisce un dolore, un tormento che non da pace. Tra i versi una speranza vorrebbe colorarsi di rosa ma il buio interiore con tutta la sua potenza non lascia scampo! Stile inconfondibile!

Francesco Rossi20 novembre 2013

La poetessa in una poetica di impatto si misura con le difficoltà dell'esistente e un filo conduttore lega questa poesia alla precedente. La forma usata è tagliente e il lettore ha modo di percepirne l'intimo sentire.