La donna che stava alla finestra
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (9)
Un'immagine vivida che emoziona... e sembra davvero di vedere questa donna alla finestra nel suo quotidiano triste guardare la vita degli altri, mentre la sua fugge via incolore. Il suo limitarsi a guardare che non va oltre la sua paura di vivere e... di viversi! Versi stupendi che fanno luce una volta ancora sulla capacità di questa autrice di saper vedere oltre il suo stesso guardare... una sensibilità che affascina.
Mi colpisce come l'autrice descrive quelle donne che la donna vede passare. Figure grigie, probabilmente superficiali, che inseguono illusorie felicità camuffandosi dietro trucchi sgualciti e volgari. Vedo quindi una donna che osserva, con occhio tragico, altre donne le quali sembrano incapaci di mostrare qualcosa di reale di se'. Una donna che avrebbe bisogno di amiche ma non può e non vuole mischiarsi con coloro che corrono dietro a finte felicità ma che, purtroppo nell'infelicità si crogiola, nella consapevolezza di non poter cambiare quella situazione.
La vita non può limitarsi a guardare vivere il prossimo, dalla sicurezza, ma anche dalla limitatezza, di una finestra, senza fare trasportare, con le scarpe, camminando nella vita, il peso della carne ma anche i sogni di farfalla.
complimenti per questa bella ed emozionante lirica ... meritato primo posto. . versi decisi, dolci e graffianti... bella...
versi che sferzano pur nella loro dolcezza, complimenti
Spettatrice di vite altrui dissolute sotto uno sguardo appartato... spettatrice sulle estraneità della vita che rincorre dentro viali sciatti, amara consapevolezza di essere osservatrice di un tempo che scorre nel riflesso di qualcosa che non si ha il potere di cambiare... universi paralleli che si affiancano ma non si sfiorano in quella parte di diversità che non le appartiene, ma vagamente sfiora.
Due mondi femminili contrapposti: il primo, incontaminato, che rimane affacciato alla finestra, il secondo in continuo peregrinare sulle strade del mondo, a vivere di fatti e misfatti del tempo che corre e della società in cui ci si muove. Un mondo, quest'ultimo dove visi imbellettati, maschere di fango bagnate nell'argento, per scelta o per costrizione, si uniformano al branco e alle sue fugaci velleità...Anche il mondo circostante pare adeguarsi a questo modo di essere con "albe incolori, crepuscoli stanchi, riflessi di ciò che si vorrebbe essere". La vita non è apparire, è essere, è intensità del vissuto interiore,è coraggio, è porsi fuori dal branco. Lirica maestosa, meditata, di grande spessore e di notevole profondità. Splendidi versi!
Due immagini di donne, con due mondi diversi, stilate con versi molto incisivi e che fanno tanto riflettere.
Versi di grande intensità espressiva che descrivono due mondi tra loro differenti... La donna che nella sua semplicità è consapevole del corso del tempo... e autenticità del tutto, resta ad osservare... ma si sente distante da quelle donne troppo prese dal frivolo, per riuscir a cogliere la verità... il senso della vita. Intensa... Complimenti.









