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Riflessioni 2 novembre 2013 · lettura 2 min · 2278 letture

Un matto

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Ho visto un matto Con la faccia dipinta di candore S'aggirava felice Vociando il suo stupore. Parlava col suo mondo Spesso cadenzando il passo, Spesso ballando, cantando, volando. A quel modo celebrava ogni suo concetto. Era un matto. Ho visto una moltitudine di aliti Seguire i dettami della convivenza S'aggiravano come accoliti Nella diffidenza dei propri simili. Accartocciavano pensieri poco consoni Nella gabbia delle proprie opinioni. L'ho visti... L'ho visti ritmare articolati pensieri Sul da farsi. Volevano salvare il mondo, Si salvarlo! Dalla follia Da ogni stupida fantasia Praticando il buon pensiero Quello vero, vero, vero. Poi ho visto un altro umano Donna o uomo non si sapeva. Dicevano solo fosse molto strano. Ma era uno vero. E al vero voleva abbeverarsi, Si allontanava dai giudizi Da ogni dotta supposizione Da ogni strazio che conduce alla ragione. Un giorno incontrò il matto. Si riconobbero con uno sguardo Si abbracciarono. E da quel silente gesto Una luce s'accese attorno ai loro corpi. Qualcuno li vide E livoroso sentenzio' "Sono omosessuali, dei deviati, Questi folli andranno presto ammanettati." Li condussero via, lontano. Lontano da chi non comprendeva Lontano da chi non voleva e non vedeva Altro che la propria dorata galera.
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Mi ha ispirato un ragazzo che parlava da solo, sembrava felice...

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (12)

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Carla Colombo2 novembre 2013

Ma che bella riflessione, sembra una favola dove l’amarezza è mitigata ma trasmette con forza la sua morale, qual è il confine tra pazzia e normalità, ne risulta piu’ simpatica la prima opposta al conformismo che imprigiona nel pensiero quello vero, vero, vero e che (scandalo!) non ammette altre forme di espressione difformi dal comun (banale) sentire e facilmente sentenziare: per fortuna che esseri "diversi" ma simili si incontrano e si riconoscono

Un testo che sicuramente invita alla riflessione... Nell'analizzarne il contenuto alla fine la domanda che mi è sorta spontanea è "Chi è più libero?"... domanda a cui io ho dato una mia risposta. Letta con interesse e vivo apprezzamento.

Francesco Rossi2 novembre 2013

Il poeta ci invita riflettere e a guardare con occhi attento privo di discriminazioni.

Tonia Fracella2 novembre 2013

Osservare con occhi sinceri per giungere a vedere la profondità... libertà e felicità di ogni individuo... senza pregiudizi. Questi versi conducono verso un intensa e accurata riflessione. Complimenti.

Berta Biagini2 novembre 2013

Una stretta allo stomaco non è mancata – in un mondo che non riesce a vedere poco più in là. Guardarsi meglio attorno e riflettere dovrebbe essere la nostra esperienza di vita, senza soffermarsi su quanto potrebbe sembrare strano – ma strano a chi? Siamo tutti figli di Dio – bianco o nero, non deve fare la differenza. Speriamo!

rita iacobone2 novembre 2013

Mi trovo concorde con il messaggio che l'autore vuole evidenziare con il suo scritto, forse a pensarci bene proprio matto non lo è nessuno, anche chi così viene etichettato, il così detto matto è libero di agire ed esprimersi quando, dove vuole, conserva un'istintività quasi invidiabile che lo renderebbe libero solo se troppe menti convinte della loro sanità non si spendessero tanto nel giudizio e nella critica.

Riccardo Ruschetti2 novembre 2013

Quante volte i pregiudizi ci allontanano dal vero... La lettura mi riporta alla mente la parabola degli Scribi e dei Farisei... sempre primi agli occhi del mondo, ultimi in realtà a quelli di Dio... Ed è altrettanto vero che quando 2 persone "vere" vengono in contatto, si riconoscono subito al primo sguardo per quello stesso medesimo sentire! Grande Max!

Simona Biancolin2 novembre 2013

Stupenda poesia e interessante spunto di riflessione... i matti sono felici e di conseguenza liberi, perché hanno, semplicemente, una logica un po' diversa dalla nostra... direi che il problema siamo noi. Noi che spesso non raggiungiamo mai la felicità e quindi neanche la libertà assoluta...

nemesiel2 novembre 2013

Sembra quasi una favola ma sfortunatamente... e per fortuna, non lo è. Tema a me molto caro che l'autore tocca e accosta ad un'altra importante tematica. L'omologazione, il conformismo, il perbenismo di comodo ma anche impaurito di una umanità che non accetta o meglio teme chi è fuori dal coro, chi non si conforma, chi non marcia in file serrate verso la propria gabbia che scoprirà tutt'altro che dorata. Autore sensibile che sa "vedere"... che osserva il contesto in cui vive con occhio attento e rivolto a percepirne ogni piega.

Alberto De Matteis2 novembre 2013

Una lirica originale, in uno stile inconfondibile, da cui traspare una profonda riflessione sulle varie discriminazioni che purtroppo esistono ancora nella nostra società. Poesia molto apprezzata.

EnzoL3 novembre 2013

oltre al messaggio (profondo) hai dato al testo una gran bella musicalità. bra vo

Sara Acireale3 novembre 2013

Pubblicazione apprezzata per lo stile impeccabile ma, soprattutto per il grande messaggio che il Poeta (come una sfida) vuole lanciare, vuole fare arrivare nel cuore di persone sensibili. In uno stile particolare ci fa riflettere sul problema dei "diversi", dei matti, degli omosessuali. Siamo alla fine del 2013 e ancora non si è capito che la diversità è ricchezza, che non va bene l'omologazione forzata e soprattutto che l'Amore, quello vero va oltre il sesso delle persone e che il batticuore, i palpiti sono identici, gli STESSI sia per gli eterosessuali come per i gay. Dobbiamo aprire le finestre della mente e comprendere, capire gli altri senza esprimere nessun giudizio ma con amore, empatia e senza preconcetti...