Identità prigioniera
Nicolina Macari
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Lungo le ore vuote con l'anima negli occhi
tendo sillabe metriche
legate ad un filo di solide dissonanze
nella trama di un ipnotico presente.
Lamento una carezza cesellata di forza
perché di quel maledetto posto
ho ancora l'alba smarrita,
sono intrisa di percezioni crudeli
che formano lo spirito
in una identità prigioniera
e le crepe rinnovano cìò che è dentro.
Posata su una domanda
mi chiedo se può essere fermo
il regno di un robusto tormento
come l'arsura di una foresta
che piange nella voce di Dio
pregando pioggia nell'albero spezzato.
Ma con me nacque la scialba risposta
afona di conversazione
incurante di ogni traccia,
mi disoriento...
e insieme al suo silenzio
smetterò di chiedere.
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