La falena

Mi stavi avanti cento passi
adagio
raccolta nell'incendio delle chiome
al danzare delle foglie
parevi senza mèta.
Nel viale sulle mura antiche
lo stesso vento s'infrangeva sul mio viso
e subito raccolsi
l'essenza che odorava di dolore
sì forte e amaro
da schiaffeggiarmi.
Spersa
come una piuma senza nido
ne colsi l'anima monca
specchio
di una prigione amica
abitata solo dai ricordi.
Anch'io ci vivo
e so
di quale amore stai morendo,
del pianto muto
urlato nelle viscere
difeso
come può solo una donna.
L'incontrai
cento passi dietro al tuo silenzio,
senza raggiungerti
la scorsi
quella salsedine negli occhi di chi ha perso
occhi senza incanto
senza luce
d'una falena.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Eirene6 novembre 2013
poesia incantevole e di grande suggestione... una falena... breve la sua vita ma vissuta con grande intensità... la trovo bellissima...

