L'inganno della coscienza
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (13)
Strutturata in modo preciso e incomiabile una riflessione che si ribella a quei concetti ideati dalla mente coscienza, ma in fondo è lì che risiede " chi siamo" Così l'ho percepita e apprezzata, sia per forma che contenuto.
bella intensa quasi una ribellione a ciò la che la nostra interiorità a volte ci detta, e che pensiamo sia giusto... ma non sempre é così versi originale ed apprezzati...
molto interessante questa lirica ove abbraccia l'interiorita' di ciò che è ma non si vede. ... molto apprezzata...
Quegli alibi che la coscienza quasi ci impone e spesso non riconosciamo come veramente nostri. Una ribellione al comune senso. Evadere dai dogmi che ci impone. Ma la coscienza è anche un freno e ogni tanto va ascoltata. Da rifletterci su e molto... Molto sentita e forse interpretata in modo molto personale.
Trovo eccezionale questo modo di scrivere ricercato ma nello stesso tempo asciutto e spontaneo. Complimenti per la chiusa...è talmente perfetta che fa girare la testa... è come precipitare dall'alto...
L'autore riesce a catturare l'attenzione del lettore x forma e contenuto.
Il senso di colpa, il senso del dovere sono macigni a volte, ed è difficile scrollarseli di dosso, sono una sorta di peccato originale che ci marchia... interessante lirica che suscita riflessione.
Quante cose non si fanno per amor di coscienza? Purtroppo o per fortuna un po' tutti siamo costretti a volare col freno a mano nel necessario processo di adattamento al vivere comune. Sento come un rimpianto, condiviso, un sentir di poter andare oltre ma essere trattenuto da macigni che non rotolano perché non sono di cartapesta come nei film ma di pesante ruggine sedimentata negli anni, la ruggine dei dogmi, dei non si fa, non si può etc, viviamo un po' tutti al minimo, e volare costa veramente tanta fatica. Come sempre una stupenda riflessione Max!
La coscienza, direbbe qualcuno, è una malattia, ma anche, quella retta, la presenza di Dio nell'uomo.
E' questa una poetica che scalcia contro questo mondo dove conta soprattutto "sembrare" piuttosto che "essere", dove la forma conta più del contenuto, dove la coscienza inculcataci dall'educazione acquisita annebbia ed imbriglia la purezza e lo slancio dell'azione. Parole che vanno a segno e che indicano quanto il re sia effettivamente nudo...
E' una bella riflessione, presentata dal bravo poeta, che induce a riflettere profondamente sulla vita dei giorni nostri. Viviamo in un mondo che non ha più nulla di vero, di sostanziale... un mondo effimero, colmo di superficialità, di vuol essere ciò che non si è senza accorgersi, che così facendo, a poco a poco, perdiamo di vista noi stessi. Lirica molto apprezzata e condivisa nel suo pensiero.
Dice bene il poeta, liberarsi dalla voce interiore educata nel nostro crescere da schemi imposti, ascoltarsi ed agire con naturalezza, ascoltando gli istinti che non sempre sono fallaci.
Poesia che può dare adito a più di una interpretazione come molteplice è la posizione dell'uomo di fronte alla definizione e alla esistenza stessa della coscienza. Certamente una sorta di codice interiore è presente in ognuno ma da cosa e come o perché sia stato generato è difficile stabilire e risalirne l'incipit. L'autore, denotando una maturità stilistica e di pensiero, si addentra in sentieri che affascinano la mente.













