Scolpisco i miei sorrisi
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (9)
Mi piace molto l'ultimo verso "Ed io amo sorseggiare anche le nuvole..." mi trasmette molta umiltà. Lirica profonda e intrisa di tristezza... quasi una richiesta d'aiuto Divino. Molto sentita e piaciuta.
Anche a me piace molto l'ultimo verso in tutti i meandri concettuali umani, " sorseggiare le nuvole " vuol dire che basta poco ... il senso è là, semplice e chiaro... Ottima
Un dialogo... un interlocutore che potrebbe essere divino o umano oppure, meglio ancora, se stesso... Da una parte perfezione e ordine, dall'altra la naturalità della umana imperfezione. Difficile per chi ama sorseggiare anche le nuvole (splendida immagine!) trovarsi a proprio agio in un cielo sempre azzurro.
Purché noi stessi con le umane debolezze e i continui errori possiamo sorseggiare le nuvole e aspettare l'azzurro del cielo, sapiente percorso intimistico.
Un dialogo che rivela una certa insofferenza verso l'imperturbabile perfezione che non darà risposte a chi ama bere gocce di cielo e nuvole in un cielo che a volte disseta, altre avvelena, una bella introspezione carica di spiritualità!
bellissima lirica ottime metafore ben stilata... versi che trasmettono sentimento ed interiorità...
In quell'ultimo verso è racchiuso l'intero universo di questa lirica di grande impatto. Le nuvole del dubbio... quell'incertezza che invita la mente ad andare oltre il semplice "azzurro" scontato del cielo. E' una scelta consapevole quella del poeta di voler stare lontano dal cielo per poter essere presente ed attento ad ogni sfumatura della realtà, dando in pasto agli ignavi quel contegno e quei sorrisi circostanziati dei quali l'umanità si ciba nella sua superficiale quotidianità.
Profonda, ma con una punta d'ironia che non guasta, perché movimenta e spettina l'ordine per inglobbare ad esso anche l'irriverente imperfezione.
Un profondo dialogo tra l'io e la propria anima, la propria coscienza, per poter scolpire il sorriso sorseggiando quelle nuvole che non fanno vedere l'azzurro del cielo. Bellissime metafore, argute e ben stilate.









