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Riflessioni 30 aprile 2007 · lettura 1 min · 866 letture

La bella dipartita

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Leo Callin 9 poesie pubblicate
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Diceva ai suoi compagni Pulcinella: "sapete, Voi, qual'è la morte bella? a pancia piena avanti a una scodella..." Mentre per il "mandrillo" Don Giovanni: "il trapassar lontano dagli affanni, bella pulzella, amando, senza panni..." Per chi sprizza eroismo in tutti i pori: "inimici, pugnando, Franchi o... Dori, ché ognor Pulchrum -sarà- Pro Patria Mori..." Un altro fa un pò come il vecchio struzzo: "di dipartire certo non ho il ruzzo, non vò sentire d'esso neanche il puzzo". Io, più realista, pur se con spavento: "che venga mentre sono in movimento, nel praticare il ludo del momento, magari nella calma acqua marina, col sole d'una tiepida mattina, facendovi ciao-ciao, con la manina..."
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Leo Callin
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Commenti (1)

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Ferny Max Curzio1 maggio 2007

Finalmente un modo sereno e accattivante, sempre facendo i debiti scongiuri, di parlarci di ”quella certa cosa”... Le terzine baciate risaltano certamente il ritmo e il pregio di un testo che si connota altresì dalla schietta vena poetica e garbatamente umoristica intrinseca alla natura di questo A.