La bella dipartita
Diceva ai suoi compagni Pulcinella:
"sapete, Voi, qual'è la morte bella?
a pancia piena avanti a una scodella..."
Mentre per il "mandrillo" Don Giovanni:
"il trapassar lontano dagli affanni,
bella pulzella, amando, senza panni..."
Per chi sprizza eroismo in tutti i pori:
"inimici, pugnando, Franchi o... Dori,
ché ognor Pulchrum -sarà- Pro Patria Mori..."
Un altro fa un pò come il vecchio struzzo:
"di dipartire certo non ho il ruzzo,
non vò sentire d'esso neanche il puzzo".
Io, più realista, pur se con spavento:
"che venga mentre sono in movimento,
nel praticare il ludo del momento,
magari nella calma acqua marina,
col sole d'una tiepida mattina,
facendovi ciao-ciao, con la manina..."
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Commenti (1)
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Ferny Max Curzio1 maggio 2007
Finalmente un modo sereno e accattivante, sempre facendo i debiti scongiuri, di parlarci di ”quella certa cosa”... Le terzine baciate risaltano certamente il ritmo e il pregio di un testo che si connota altresì dalla schietta vena poetica e garbatamente umoristica intrinseca alla natura di questo A.
