Ultimo senso

Anonimo
battezzato senz'acqua
da un cielo distratto
sei tu
seduto accanto al fuoco doloso del caso,
sporco d'aria
malato terminale di silenzio
digiuno di stupore
fissi miserie senza braccia
dentro un cappello di ricordi simulati,
passato remoto
nascosto
nella balbuzie del vento
Eri tu
prima del tempo
frutto dell'incesto dell'anima
figlio di un altro padre
gemello di pietra
sangue
schivato dal profumo di uno sguardo,
Eri,
quando la vita aveva un bivio
libera scelta
fra dignità e sopruso
non dire niente
neppure il nome che vorresti,
resta nessuno
piovuto dal dolore come sabbia
su un letto di sassi,
non cadere
non puoi rialzarti
se la polvere è il tuo posto
non di carne
nè uomo
innanzi all'olocausto dell'essere,
guscio di pelle
t'ignoro
quando la fame di un gesto
è l'ultimo senso.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Riccardo Ruschetti19 novembre 2013
Parole sferzanti... vere... come ceffoni ben calibrati! Versi che si presentano lapidari verso quei rifiuti umani posti agli angoli dell'esistenza, dei quali, però...nulla sappiamo! Splendide le metafore che sanno incidere il cuore del lettore...

