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Introspezione 19 novembre 2013 · lettura 1 min · 1117 letture

La scelta della luna

nemesiel 226 poesie pubblicate
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La sua voce mi scivolò sul cuore azzittendo la mia malinconia. Come il mare e la terra ne respirai il calore e fu neve la paura del sogno. Accolsi negli occhi inattese emozioni a briglia sciolte tra luoghi impensati correvano i miei giorni. E scelsi il cielo. Scelsi l’azzurro respiro per imitarti o luna. Ma stasera mentre lenta nell’aria morbida luce si scioglie sconfitta dono lacrime stupite a quest’ultimo sole, al suo tepore e intesso gocce ordite fra trame di pensieri. Ne faccio scala per poter guardare oltre l’etereo soffio dove tu regni o luna. Oh sì, stasera mentre abbracciata ai miei perché percorro i tuoi stessi sentieri stasera amaramente io vedo che come te ho solo scelto la notte.
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L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (11)

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Elle19 novembre 2013

La notte come culla, come respiro intimo dell'anima che silenziosamente abbraccia il mondo. La notte come fuga dal giorno, di una vita che spesso ci ingloba, ci costringe a soffocare cosa veramente siamo... allora quella luna amata diventa il punto d'approdo sul quale naufraghi andiamo a salvare ciò che di noi è ancora puro.

Riccardo Ruschetti19 novembre 2013

Aver scelto la luna non vuol dire aver rinnegato la solarità... Aver scelto la luna è un viaggio dove galleggiando si osserva l'acqua scorrere nel silenzio del cuore... nulla di metallico e rumoroso, nulla che sferragli inscatolando il nostro esistere...è un dilatar le arterie all'olfatto andando oltre la semplicità del tatto. Certamente cotanta sensibilità comporta qualche sofferenza di troppo, purtroppo sì...ma vivere così non è da tutti... ci vuole "spessore"...e tanta... tanta anima da impegnare e da poter spendere. Chi ti è vicino magari non avrà la forza di ammettere tale forma di superiorità, ma... lo sa...! Eccome se lo sa...

Simona Biancolin19 novembre 2013

La notte e la luna, in antitesi con il sole, diventano uno spazio chiuso, protettivo, sicuro, in cui regna la pace e l'armonia del creato. E' in questo spazio che l'anima si sente libera di volare e la mente accoglie "trame di pensieri" e domande ("abbracciata ai miei perché") ...il silenzio assoluto della notte lascia spazio alla malinconia ("Amaramente io vedo/che come te/ho scelto la notte") e così la chiusa diventa meravigliosa. Versi bellissimi che emanano tanta calma e serenità... Metafore di una bellezza unica.

Rosita Bottigliero19 novembre 2013

Scegliere la luna come a voler seguire un sogno, nel pensiero della notte per poter vivere le cose in una luce soffusa ma per niente oscura ... versi di grande sensibilità. ... un dire in punta di piedi. ...

Massimiliano Moresco19 novembre 2013

È nel silenzio della notte, nel suo respiro calmo e costante, nel nostro volgere le energie verso l'interno, verso noi stessi, che possiamo scoprire forze e mondi che ci caratterizzano e che ci possono far spiccare al sole con più determinazione e ardore. Come un albero che si radica a fondo nel terreno per giungere un po' più vicino al sole. Poesia elegante, una bella introspezione.

Francesco Falconetti19 novembre 2013

il dialogo interiore che l'autrice ci offre mostra tutta la ricchezza della sua dolce fragilità.

Tonia Fracella19 novembre 2013

Come luna scegliere il cielo notturno... nel soffio di luce lieve che ripercorre i suoi tratti... adagiando ogni malinconia, ogni pensiero in quel ricamo di silenzio. Stile elegante e intenso... Una trama notturna che sfiora il cuore.

Catia Dinoni19 novembre 2013

Un rifugio di pensieri... un discorrere intenso nel magico buio di una notte, l'anima che parla si esprime attraverso i sensi, negli occhi che accolgono l'intensità di quelle emozioni che arrivano e non si possono placare... quella scelta affidata al cielo, alla luna che guida su quei sentieri... fa da tramite tra i pensieri ed il sogno... così mi arrivano questi versi per un introspezione molto tormentata.

Fiammetta Campione19 novembre 2013

Un intimo dialogo con la luna (o con una parte di sé) dove si sciolgono pensieri, un verso dopo l'altro, che trasportano malinconia... una malinconia che brucia, che genera una sorta di "gemellaggio" con la luna, nella scelta del buio... molto triste e molto bella...

Salvatore Masullo19 novembre 2013

"E fu neve la paura del sogno".Sembra una frase scritta dai classici che amo! Un viaggio intimo nella solitudine che rinfranca, quella solitudine non subita ma scelta dal cuore, per ripercorrere con la mente ogni perché di vita, fra "trame di pensieri"ed"emozioni a briglia sciolte".Sensazione in cui ci si abbandona, che si prova quando "lenta nell'aria morbida luce si scioglie sconfitta".E' una pace del cuore che dà la possibilità di"guardare oltre l'etereo soffio"di luna. Si diventa immateriali, ci si libera dalla zavorra del quotidiano, ci si lancia a "briglia sciolte tra luoghi impensati".E' una situazione dell'anima non rinunciataria, un complemento "dark"che permette al "light" di sopravvivere senza sciogliersi come neve al sole. Ottima!

emmalisa lucchini19 novembre 2013

è la notte che spesso si sceglie come rifugio quando le pene premono sul cuore, come questo dialogare con la luna, penetra ogni anfratto dell'anima, affidare la malinconia alle braccia della luna, lo spazio intimo dei pensieri quando le lacrime riempiono i mari della solitudine, i perché amari della vita. La chiusa arriva... ed è struggente malinconia la sento sulla pelle.!