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Riflessioni 20 novembre 2013 · lettura 1 min · 2283 letture

Orizzonti urbani

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Grattacieli affamati di cielo Assediano tribù umane Amareggiando orizzonti urbani. Ci si ama di meno Questo è chiaro no? Senza fiori da ammirare E tramonti da raccogliere Negli occhi di un fanciullo. Ci si odia con molta educazione Sorrisi di ghiaccio ti freddano l'anima Accoltellando il sogno della ragione. Subumani assetati di mistero Nell'orizzonte plumbeo e nero Cercano almeno un alba reale Nei riflessi di qualche finestra In questa caverna di ferro e cemento.
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Il riferimento ai riflessi sui vetri dei grattacieli, è in relazione al mito della caverna di Platone

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (10)

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Rosita Bottigliero20 novembre 2013

Vero... si ama di meno... tutto è diventato grattacielo ... un fare, arrivare ... versi reali e pieni di verità. ...

Riccardo Ruschetti20 novembre 2013

Mi piace soprattutto il passaggio "ci si odia con molta educazione" che esprime efficacemente la falsità e l'ipocrisia con i quali siamo abituati a convivere. Già Celentano con "Un albero di trenta piani" a suo tempo vide il giusto...

Simona Biancolin20 novembre 2013

Descritta in maniera perfetta la sensazione di vuoto che ti dà la vista dei palazzoni che sembrano quasi scatole di cemento... in mezzo ad essi, sembra che anche l'anima si perda e che veramente ci sia meno amore... ottima l'osservazione del poeta. come sempre. Pienamente condivisa.

carla composto20 novembre 2013

uomini incatenati che possono vedere solo il fondo di una caverna ed il riflesso di ombre... mentre al di fuori esiste un modo reale... che non vedranno mai... bella metafora ...bravo l'autore...

Francesco Rossi20 novembre 2013

Cementificazione selvaggia che non tiene conto delle necessità della natura. Nelle aree urbane si percepisce il vuoto della solidarietà con anfratti e dinamiche in movimento che non guardano in faccia a nessuno.

nemesiel20 novembre 2013

Mi soffermo sull'ultima strofa. L'aspirazione alla dimensione spirituale, alla pura conoscenza, sempre presente nell'uomo, appare però irraggiungibile per l'odierna ed evoluta (?) umanità (sub umani assetati di mistero) ed è drammaticamente espressa dall'autore. Prigionieri in queste moderne caverne continuiamo a guardare quelle ombre scambiandole per verità...e neppure più aspiriamo alla libertà. Poesia che apre le porte a tante ed interessanti argomenti di carattere sociale, etico, politico... Elegante riflessione filosofica in versi

Berta Biagini20 novembre 2013

Nuovi orizzonti - ci sarebbe da scrivere un libro e non finire più. Ovunque avremo lo spunto per puntualizzare quanto in questo mondo accade anche con il nostro benestare - si parla sempre di prendere provvedimenti, ma poi le cose rimangono come sono - un girarsi dall'altra parte continuando a vivere nel nostro angolino sicuro.

elena rapisa20 novembre 2013

abbiamo eretto mura altissime dietro le quali nascondiamo e coltiviamo le nostre solitudini. Amareggiati forse ma incapaci ormai di svellere le sbarre. Ci guardiamo di sottecchi pronti a scappare nei nostri cantucci senza più percepire la grandezza e l'universalità. Topi in trappolati Da condividere in toto

rita iacobone21 novembre 2013

Degna di nota ammirevole trattare d'un argomento che ci coinvolge tutti, siamo come vespe nelle nostre celle, una attaccata all'altra che ci costruiamo e che difendiamo anche con comportamenti ostili, diffidenti con la grande paura di lasciarsi andare al prossimo e donare buoni sentimenti. Ai nostri cuori manca lo spazio verde d'un prato per poter immaginare.

Carla Colombo21 novembre 2013

Sì, ci si ama di meno, regna tanta indifferenza nei passi veloci di sconosciuti che si scontrano per le vie di cuori di cemento, incatenati da paraocchi esistenziali in un mondo d'acciaio che soffoca i sentimenti positivi esaltando invece quelli negativi in un ribaltamento dei valori ancora vivi in genuini orizzonti rurali... molto bella!