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Ribellione 21 novembre 2013 · lettura 1 min · 834 letture

LA PREDATRICE DI NUVOLE - Scena Prima

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Alzo il viso bevendo le nuvole. E vorrei mi cadessero negli occhi così pesanti e grigie gonfie di una pioggia lontana e nata chissà dove... da mari e fiumi che non ho mai visto da sudore e lacrime di cui ignoro il dolore e l’innocenza. Rimugino ignoranza. Più forte è il desiderio che questo cielo piombi su di me cancellando i non senso le paure spossanti di una vita sciupata contro sbarre di gomma. Questo cielo che ci illude d’azzurro - volta che inganna in quel buio infinito che l’avvolge e ci avvolge che ci insidia e possiede - mi pesa stamattina come un torto subito.
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nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (12)

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Massimiliano Moresco21 novembre 2013

Alzo il viso bevendo le nuvole... bellissima strofa. Con quelle nuvole l'autrice vorrebbe forse farsi attraversare per recepirne tutta la conoscenza che portano. Una conoscenza di lacrime e sudore, di speranze, di mondi lontani, di esperienze di vita, di vero insomma. Una verità tangibile che sa sussurrare conoscenza e deciso contrasto con quel cielo azzurro che è solo un illusione della nostra percezione.

Rosita Bottigliero21 novembre 2013

annullarsi nel vuoto per non sentire. avvolgersi di nuvole e berle sino alla saturazione per non capirne la pioggia che possa piompare vuota... versi delicati, sono pensieri che lasciano emozioni...

Riccardo Ruschetti21 novembre 2013

Sembra un'assurdità che il cielo azzurro possa pesare sull'anima dell'autrice più di quando le nuvole ne gonfiano ingrigendo l'essenza... Ma così non è! E' il Suo un guardare che va ben più lontano dell'apparenza: nuvole viste come spugne assorbenti i dolori dell'anima... reali... tangibili..."vere" di una verità che sa andare oltre la falsità di un cielo azzurro... che azzurro in realtà non è! Voglia assoluta della pura verità...lontano da ogni pur gioioso inganno! Versi che entrano e..."lavorano"!

Tonia Fracella21 novembre 2013

Sentirsi parte delle nuvole fare del loro ricamo un passaggio di vita, come quasi respirarle... nel loro essere acqua... che si fa pensiero. E tutto scorre in un cielo che non sempre è quel che appare... in un azzurro che quasi illude. Ottimo stile in versi intensi e di grande impatto.

Simona Biancolin21 novembre 2013

L'anima esprime il desiderio di affrancarsi, di esplodere sotto un universo che preme... uno sguardo rivolto verso il cielo, diventa momento di introspezione... trovo molto originale e moderno lo stile asciutto e diretto. Una poesia con forte "personalità". Apprezzatissima e bellissima.

Jibi21 novembre 2013

Ingoiare il cielo, un cielo antico, plumbeo e carico di sofferenza, che inclemente opprime l’anima, che preme dando la sensazione di esserne prigionieri. Ingoiarlo per conoscerne le verità e il senso.

Salvatore Masullo21 novembre 2013

Nuvole cariche d'acqua che cadono verso terra come una lavanda di purificazione, portatrici di messaggi lontani che anelano verso l'infinito. Un viso rivolto verso l'alto, verso nuvole che s'apprestano a precipitare a terra: un "handshake" millenario tra cielo e terra, verso cui l'uomo ha sempre allungato le sue braccia per diventarne un tuttuno. Ma la natura umana, nel suo continuo divenire, attraversa momenti in cui anche la volta celeste sembra ingannare d'azzurro, sembra insidiare e pesare "come un torto subito": forse perchè, come dice l'Autrice in apertura della lirica, talvolta si ignorano sudore e lacrime, dolore e innocenza di gente mai conosciuta che, per sua sfortuna, vive situazioni ancor più gravose delle nostre "paure spossanti".

Stefano Drakul Canepa21 novembre 2013

il cielo inganna la terra quando le nubi si colorano di buio. Il dolore di questi giorni che diventa poesia... b r a v i s s i ma

emmalisa lucchini22 novembre 2013

quello sguardo al cielo e sentirsi come loro, nuvole gonfie di angoscia che ci rammentano il dolore antico che scorre sull'anima, opprime e soffoca e attendere la pioggia... come un lavacro sulle pene. Intensa la chiusa: sale la rabbia per quel cielo che ci ha illusi avvolti nelle notti, "Vita sciupata" Forse perché si ignorano, non si pensa al sudore e alle lacrime, quando la Vita ci sorride.

Francesco Falconetti22 novembre 2013

E' il dolore degli uomini che l'anima del poeta accoglie in sé e di sé ne fa impossibile scudo, come tenue fuscello che lotta contro l'immane ed incontrastabile potenza della Natura.

S
Salvatore Linguanti22 novembre 2013

Un disagio, espressione di una realtà più grande, che il poeta avverte, per i mali e le sofferenze che affliggono i simili, in posti anche remoti. Mali e sofferenze che l’uomo, tende spesso a nascondere, tradendo, così facendo, anche se stesso. Di qua, molto apprezzata la metafora delle nuvole che l’autore vorrebbe bere, proprio come consapevolezza di una sorta di comunione tra tutti gli uomini e un volersi far carico della loro realtà, ovunque essi siano.

Fiammetta Campione22 novembre 2013

Pensieri suscitati da un profondo scoramento, in cui l'autrice sente su di sé il peso del mondo, la difficoltà di vivere una vita che promette e quasi mai mantiene... pensieri che affiorano in momenti di malessere in cui sembra che tutto sprofondi. Momenti dai quali ci si riprende, forse con una cicatrice in più...