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Impressioni 28 novembre 2013 · lettura 1 min · 2261 letture

Rarefatto

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Sono rarefatto nell'ombra Esterrefatto in cornici d'ambra Abietto agli occhi dell'essente, Decollo tra i colli della notte Abbandonando gambe inette. Muschio nelle vene Si propaga silente Deliziando la mia sconfitta, Canali colmi di melma Sedimentano il canto devozionale Allagando l'universo emozionale. Forse sarà l'appartenenza Ad una generazione che tutto compra E poi si scoccia, Mani di chele affilate Sezionatrici di vuote giornate Si gonfiano il petto per fare bisboccia Nascondendosi in una variegata tribù Perdente e stufa. Persuasione nell'aria Questo mio passaggio sul mondo Di ricordi che turbano il respiro, Mentre radio gracchiano alle finestre Motivetti noiosi e sgraziati. "Ordinai al cuor mio di tacere, tacere, tacere, Mille pulsazioni mi annunciarono quanto fossi ancora umano."
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (7)

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sergio garbellini28 novembre 2013

Una buon descrizioni di sensazioni umane e personali, l'autore ci propone un testo ricco di particolari che riguardano da vicino un po' tutti noi, ci coinvolge in problemi della vita che ci toccano, ma lo fa sulla sua persona. Una trama sviluppata con una buona armonia dei versi, molto interessante ed apprezzata.

nemesiel28 novembre 2013

Fotografata senza esclusioni di colpi, quasi senza pieta, una generazione, quella propria dell'autore che "paga" sulla propria pelle l'appartenervi, almeno in quella sorta di descrizione/giudizio iniziale dove usa aggettivi molto forti ...eppure nella notte ecco i suoi voli ed ecco abbandonare quelle "gambe inette"...Ma un uomo che parla al cuore e che, soprattutto, lo ascolta, possiede tutto ciò che è splendidamente umano... a dispetto del momento storico in cui vive dove tutto sembra vuoto apparire... Fortunatamente vive ancora una umanità come la sua.

Antonella1728 novembre 2013

un animo sensibile non può rimanere indifferente alla stoltezza del mondo. Può solo parlarne e rendere reale il grido di dolore di ognuno di noi nei confronti di un mondo non più "umano". Grande introspezione da me condivisa. Felice pomeriggio

Riccardo Ruschetti28 novembre 2013

Leggendola più volte, gli occhi mi si bloccano sulla parola "sconfitta" come fulcro dell'intera lirica. Sconfitta... ma a quale sconfitta farà riferimento Massimiliano? In una generazione che tutto tritura, esaltandosi ed annoiandosi con una facilità disarmante, la chiave della ricerca sta nella chiusa, dove è il cuore a trarre in inganno l'autore andando contro al Suo stesso volere: quello di non voler essere così "umano"...così conforme ad un mondo a quale non sente di appartenere.

Carla Colombo28 novembre 2013

Nel senso di non appartenenza alla massa l'anima delizia la sconfitta, da un canto a momenti la puo' sentire tale e soffrirne, dall'altro puo' esaltarsi nel suo sentirsi diverso, non conforme a moltitudine di canzoncine "volgari" (da vulgo...), nel desiderio di innalzare un assolo purissimo superando i limiti umani che invece il cuore ricorda riportando al terreno

Alberto De Matteis28 novembre 2013

Soprattutto attraverso le sconfitte si può risalire la china e riacquistare quella umanità che sembrava perduta. Lirica molto apprezzata per il suo contenuto.

rita iacobone29 novembre 2013

Quanto traspare da questi versi il radicato desiderio dell'attento autore, di invertire, se lo potesse, l'egoistico sistema di vita dove nessuno si cura di nessuno, con una esistenza intelligente dove il cuore batte sottolineato dal pensiero della mente.