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Fiabe 1 dicembre 2013 · lettura 1 min · 2545 letture

C'era una volta l'uomo

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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C'era una volta l'uomo... Come un re dimorava nel suo regno Viveva immerso nel suo sogno La vita era ostica e davvero dura Però era in sinergia con la natura. Poi un giorno acquisì coscienza Della sua forza e della sua scienza Scoprì come gli altri prevaricare Arrivando anche ad amazzare. Nacquero le leggi e le religioni E da uomo intensamente spirituale Divenne timorato e pieno di padroni, Fuggendo da sé per essere normale. Vedi bambino, quando tu vorresti sognare E ti dicono come tutto ciò non sia reale Non gli credere ti vogliono solo ammanettare Per non farti volare, nel tuo mondo eccezionale.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (14)

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Antonella171 dicembre 2013

Essere fanciullo puro nell'anima e sempre colmo di stupore... il miglior augurio da bare ad ogni bambino. Solo così non sarà da grande un essere gretto e prevaricatore nei confronti degli essere più deboli. Fiaba per grandi e piccini colma di significato:

rita iacobone1 dicembre 2013

Verissimo ciò che ci dice l'autore, gli adulti con il pretesto convinto di educare i bambini bloccano entusiasmi e innocenti attese cancellandoli dalle loro menti per sempre, diventano così quei bambini, altrettanti adulti pronti a ripetere l'errore, come in una catena di montaggio di umani, si salvano solo coloro che imperterriti si dimostrano ribelli, nel senso buono, e continuano a trattenere i loro desideri e sogni.

Rosita Bottigliero1 dicembre 2013

la bellezza della fanciullezza in bellissimi versi descritti con animo gentile e pieno di sensibilità dall'autore ...ci fanno vivere momenti sereni... molto profonda

s
sergio garbellini1 dicembre 2013

Una lirica piena di significato, laddove viene messa in risalto il contrasto della razionalità dell'individuo adulto e l'innocenza del bimbo con i suoi valori e i suoi sogni pieni di illusione tarpata sin sul nascere dall'immobilismo dell'adulto. L'educazione frenata e assoggettata ai principi dei padri che a loro volta sono stati vincolati ai desideri dei nonni per un vivere lontano dal volo pindarico dei proprio desideri. Una lirica veramente orginale, complimenti all'autore.

Sara Acireale1 dicembre 2013

Un bambino è puro, limpido... I suoi occhi vedono lontano e può volare verso immensi spazi e infiniti cieli azzurri. Il bambino cresce e, nel suo cammino, trova ostacoli imposti dalla società restrittiva, dalla politica e anche dalla religione. L'individuo viene compresso come in una scatola metallica, non gli si permette neanche di pensare, TUTTO è imposto dall'alto. Non facciamoci togliere il pensiero e la fantasia, cerchiamo di mantenere il cuore bambino e ritagliamo un piccolo spazio per potere ancora volare.

Gentiana Marika1 dicembre 2013

Questa lirica è di forte impatto e tra le righe si apre un mondo intero di storia. La capacità dell'autore nell'esprimere così tanto in pochi versi è davvero ammirevole. in ogni parola nel contenuto e mi complimento per la forma poetica molto ben riuscita. L'uomo ha perso tanto per strada purtroppo, bisogna andare a ritroso per ritrovare se stessi. Plauso e segnalo per la lettura oltre che conservare questa delizia.

Carla Colombo1 dicembre 2013

Una favola anticonformista che esprime con forza la propria morale aprendo gli occhi sia ad adulti che ai bambini ma forse più ai primi che avrebbero bisogno di recupere la magia del saper sognare e vedere il mondo con occhi di giglio, dentro di noi esiste sempre un eterno fanciullo che bisognerebbe ascoltare...

Simona Biancolin1 dicembre 2013

Versi di grande spessore poetico. Se come diceva Pascoli, in ognuno di noi vive un "fanciullino" che ama ascoltare fiabe e leggende, sembra che questa fiaba si rivolga proprio a questa parte di noi... Adulti o bambini, impariamo a sognare e ad ascoltare il proprio cuore. Diventeremo più buoni. Molto bella.

Grazia La Gatta1 dicembre 2013

Non bisogna mai smettere di sognare... io sogno ancora. Sognando si riesce a mantenere il cuore fanciullo. Bella poesia, ben scritta e fiaba di bella morale.

Alberto De Matteis1 dicembre 2013

Un messaggio, poeticamente molto apprezzato anche per la sua musicalità, nettamente positivo sia per grandi che per piccini. Non bisogna mai smettere di sognare proprio come fanno i bambini nella loro semplicità e spontaneità. Prima o poi ogni sogno si avvera.

nemesiel2 dicembre 2013

Fiaba... ahi noi... reale. Nelle strofe l'excursus della storia umana... ma l'errore non è delle capacità intellettive dell'uomo... perché è indubbio che esse hanno migliorato l'esistenza... l'errore è nella sua assoluta incapacità di mantenere un equilibrio... e non solo con la natura e il mondo di cui siamo solo inquilini... l'uomo non sa mantenere neppure l'equilibrio con se stesso. la capacità di immaginare un futuro è tipica dell'intelligenza umana come quella di sognare consapevolmente, come la cua curiosità e intrapendenza... il punto è che insieme a queste vi è il forte senso di prtevaricazione sull'altro e sulle cose... Ritrovare la sua profonda spiritualità che non necessariamente deve coincidere con religiosità.

Tonia Fracella2 dicembre 2013

Poesia di grande intensità... che descrive con efficacia passaggi di vita. Molto significativa e profonda. Complimenti

Francesco Rossi3 dicembre 2013

Favola sì ma non fantasia, quando si viaggiava in sinergia con la natura le calamità naturali si riuscivano a contenere, purtroppo oggi non è più così.

Riccardo Ruschetti4 dicembre 2013

L' "evoluzione" della specie... o di quel che ne rimane! Triste, ma è proprio così... Secoli di "castranti bombardamenti" (e non mi riferisco a bombe di origine bellicosa...) ci hanno tolto sempre più la forza e la voglia di sognare... la capacità di saper guardare e vedere senza quella patina d'incancrenita sfiducia con la quale ormai conviviamo quotidianamente (e quasi non ce ne accorgiamo...)! Versi scorrevoli che si leggono piacevolmente come fossero parte di una fiaba... ma che purtroppo... fiaba non è!