LA PREDATRICE DI NUVOLE - Scena Terza
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
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La vita è tutta un inseguire qualcosa. Spesso sono soltanto chimere, ma il loro inseguimento costa ugualmente fatica e tempo, fra l'altro prezioso per chi dà valore ad esso. Alla fine, dopo aver sopportato il peso di fallimenti e dispiaceri, si comincia a maturare e forse, a divenire pure indifferenti. Ma vivere senza credere più ai sogni, sarebbe come fermarsi ancor prima d'essere arrivati alla fine. C'è molto da riflettere su quest'opera, al di là di un semplice commento!
I sogni muoiono all'alba, diceva un vecchio proverbio, e nella vita se ne fanno tanti, ma è la vita stessa che poi ci fa scendere dalle nuvole dell'illusione per aprirci gli occhi e farci provare la delusione. In questi versi alquanto significativi viene mostrato un quadro molto appariscente di questa analisi piena di contenuto. Una lirica molto profonda e significativa, apprezzata.
Ah, il fascino delle nuvole che ci ammaliano fin da bambini, le si vorrebbe rincorrere, afferrarle, rifugiarsi dentro loro ma come si fa? L'importante è mantenere in vita il sogno e non smettere mai di sperare! Che bella!
Credo che il fulcro della poesia sia da ricercarsi in quell'alambicco che separa gli eventi reali, forse troppo reali, da quei miraggi che l'anima insegue, come insegue la consistente inconsistenza delle nuvole. Quelle nuvole effimere, effimere come i sentimenti che si dileguano fugaci nel nostro mondo personale. Tutte e due fuggono velocemente, ma chi può dire che esse non esistono, che non manifestano la loro presenza nel nostro immaginario? Forse una maggiore comprensione del mondo altrui, una più spiccata empatia, potrebbero permettere una migliore condivisione del proprio sentire non facendoci apparire quell'inconsistenza come qualcosa di molto simile ad un'illusione.
sterile è la vita... e quel ricercare e stare tra l'inferno...è tutto il fulcro dell'amica indifferenza ...presente al giorno d'oggi... versi sensibili e intensi. ... corrono dietro un dire e un ascoltare il silenzio della vita...
La delusione (e disillusione) a cui ci sottopone la vita, nel dare poco e sottrarre molto, con il tempo che uno ad uno ci priva dei sogni. E' percepibile nei versi il sentimento di rimpianto per tutto ciò, è una presa di coscienza a cui spesso ci obbliga la vita. Efficace, intensa, sofferta.
Colgo nella sequenza di questi scenari poetici che l'autrice ci propone la sensazione di trovarsi in un certo senso a fare dei bilanci della propria vita o perlomeno estrapolare delle sensazioni di un percorso che appare sofferto, significativi quei passaggi dove quelle nuvole appaiono effimere, dei miraggi che scorrono via e sogni caduti preda dell'indifferenza... tutto ciò sul piatto di una bilancia, in bilico tra il reale e la voglia di evadere dalla realtà stessa. Colpisce questa poetica per l'analisi profonda di un vissuto nella piena consapevolezza che illudersi tra quelle nuvole può far ancora soffrire.
La vita con gli anni ci porta via il dolce sapore delle illusioni che davano un senso alla nostra effimera giovinezza.
La chiusa già di per sé apre il palcoscenico su quella che è la "visione" dell'autrice... questo stare "tra la terra e l'inferno" nell'assenza totale di un paradiso (terreno o dell'aldilà che sia) che pare inesistente ai Suoi occhi! E' quindi quello che si percepisce un vagare senza meta... tra sogni ammuffiti dispersi nella volta celeste... un profondo disincanto vissuto come un traguardo raggiunto grazie all'esperienza ed al quale non si vuole rinunciare, perché appunto frutto di ciò che è stato sulla propria pelle. Una lirica che porta alla luce lividi e cicatrici con quel consueto saper verseggiare di questa pregevole scrittrice.
Ogni passo riposto nel soffio delle nuvole... ed è lì che si appoggiano poi i pensieri fra le riflessioni del vissuto. Intensa e di grande stile.








