Festa di fine estate: i fuochi
Inflorescenza,
maestosa potenza, detonata nel cielo cupo.
Lizard, è il nome sibilante e stridolo che ti compete
mentre ti inerpichi al fianco della impavida luna
che ti è testimone nella tua deflagrante cerimonia.
E poi sarà il silenzio: ma prima pum, pum, pum...
nel nome del padre, del figlio e del tuo spirito che fugge
Come la verde linfa che abbandona le foglie.
Chiudo gli occhi e immagino:
sospirando i fumi densi e il fremito mi pervade fin nelle viscere; ecco:
l’estate ormai muore e si dissolve nella rugiada mattutina
che la prosciuga goccia a goccia.
Sale dalle stufe lungo i camini intasati
e ha l’odore della cenere dei falò lungo le rive dei fossi.
Nelle stalle gli animali sbuffano vapori a grandi boccate
e affondano le loro rosee nari nel tiepido fieno stagionato.
Dalla folla una mano mi scuote,
il mio volto si specchia nel suo sorriso amaro,
lo sappiamo: è la vita... o è una ruota?
Nel silenzio c’è molta più consapevolezza di ogni frase fatta.
In un attimo tutto finisce, non va biasimata, è così l’estate.
In un bagliore finisce, è così la vita.
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