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Riflessioni 8 dicembre 2013 · lettura 1 min · 2500 letture

La mano invisibile

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Uno strano dio è issato su una croce Adorato in un regno di caos ordinato Dove ogni degno libero astante Si spinge in confini sempre più vasti Allietando i monasteri del capitale. Una mano invisibile con provvidenza agisce Sigillando il cuore con un lucchetto di sale Nondimeno, lo spirito suadente ghermisce. Ma noi che ci spostiamo tra visi arresi Anneghiamo in luridi stagni Fondi e profondi due dita appena. E noi che liberiamo scintille Negli oceani della rassegnazione Onoriamo i cancelli che aprono le menti Vivendo in isole brulle e secche In attesa del primo luccicante lampo Che annunci la primula di primavera.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (11)

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Bruno Leopardi8 dicembre 2013

Poesia molto bella e davvero riflessiva per il lettore. In particolare piaciuta la terza strofa, laddove essa recita... "anneghiamo in luridi stagni fondi e profondi due dita appena..." E' l'essenza forse questo del nostro vivere.

Francesco Rossi8 dicembre 2013

Il poeta espome in versi un saggio sul libero pensiero che ci accomuna nella grande battaglia per la libertà.

s
sergio garbellini8 dicembre 2013

Un'ottima esposizione letteraria, con spunti e particolari degni di rilievo. Una lettura che trasmette sensazioni e invita ad una attenta riflessione. Complimenti all'autore che riesce a trovare sempre trame originali e svilupparle con toni poetici molto sublimi, con una terminologia alquanto rilevante. Bravo!

carla composto8 dicembre 2013

sempre temi intensi ed importanti ...riflessioni profonde sul nostro modo di comportarti di credere di relazionarci... bravo l'autore nel suo bellissimo lessico

Gentiana Marika8 dicembre 2013

Una poetica di profonda riflessione come è solito l'autore, ma l'ultima strofa mi risuona dentro in modo particolare. Plauso e inchino.

nemesiel8 dicembre 2013

Ancora una prova di bravura nel coniugare poesia e temi del quotidiano umano che di poetico hanno ben poco. Al di là del patrimonio lessicale e dell'eccellente proprietà di linguaggio posseduto dall'autore, le metafore lasciano un segno vivo nel lettore... come possono sfuggire simili versi..."Anneghiamo in luridi stagni. Fondi e profondi due dita appena"? Si viene schiaffeggiati dall'amara e meschina verità su ciò che di fatti stiamo diventando.

Berta Biagini8 dicembre 2013

Un’attesa quella dell’autore che vedo ancora purtroppo molto ma molto lontana – verità che fanno male ed alle quali possiamo fare ben poco se non mettere tutti noi stessi affinché quanto desideriamo possa vivere quanto prima nel nostro menage familiare – purtroppo le colpe vengono sempre scaricate ad altri e noi bisogna soggiacere continuando ad aspettare.

a
andrea ristori8 dicembre 2013

Mano invisibile e grifagna, mano eterna endemica della natura umana, io sono pessimista riguardo possibilità di cambiamento, sarà difficile che nasca un uomo nuovo in futuro, poeti a parte, artisti a parte... minoranze a parte.

Alberto De Matteis8 dicembre 2013

Profonda, intensa ed amara riflessione e ci vuole davvero quella mano che se pur invisibile ma tanto presente non ci faccia annegare ancora in luridi stagni. La fiducia e la speranza sia sempre a portata di mano.

Sara Acireale9 dicembre 2013

Persuasori occulti stanno cercando di oscurare il pensiero della gente e di portarla alla rassegnazione e all'apatia, vogliono appropriarsi delle nostre idee lasciando il cervello vuoto, "ci fanno annegare in luridi stagni"... Una mano invisibile si posa su di NOI che ancora pensiamo, ragioniamo e aspettiamo il primo tenue bagliore per una primula di rinnovata Primavera...

Catia Dinoni9 dicembre 2013

Sempre con molta attenzione l'autore s'immerge nel patrimonio dell'essenza umana, girovagando nell'intimo sentire sapendo cogliere riflessioni molto profonde, mai come ora abbiamo bisogno di quella mano invisibile che ci sorregga il capo, talmente fragile il nostro essere che due dita d'acqua appena possono esser fatali, saper ritrovare la speranza la fiducia in noi e nel prossimo... aprire nuovamente quegli occhi resi ciechi da isole brulle e secche, atteso il lampo ch'illumini la svolta voltando pagina... verso nuove isole, verso nuove primavere, senza più annegare nella rassegnazione. Molto apprezzata e condivisa.