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Riflessioni 4 maggio 2007 · lettura 1 min · 862 letture

Intricati enigmi di bellezza

D
Domi 160 poesie pubblicate
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Strappo una pelle con le mie stesse mani Per non essere condannato all’infedeltà Nobile e indulgente tessitrice del lieve bisbiglio Tempesta nel mio inquieto petto come gelidi chicchi di cervello Saliva grigia per il mio cuore di cartone Vivo nella sua paura, nella sua puerilità Per mutar vita nel cangiar della morte Per plasmare con creta e cera la sua follia senza speranza Per cogliere con le mani livide quel cibo inaridito e crudo Frugare cieco e muto tra l’altare-salvezza della mia incestuosa devozione Come voce che echeggia estasi raggi di luce Come tutto si fonde, si scioglie nel nulla Per non farmi regalare con ansante insaziabilità Una felicità bell’e fatta e non cercata nella calura meridiana
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Commenti (2)

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Barbara Di Lorenzo4 maggio 2007

”Tempesta nel mio inquieto petto come gelidi chicchi di cervello”. Traspira urla di passione e timore di essa. molto bella.

E
Ersilia Villani 664 maggio 2007

volevo dirti che hai ragione sull'infantile, infatti lo scritta cira 20 anni fa