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Riflessioni 13 dicembre 2013 · lettura 1 min · 899 letture

Venezia

A
Aldo Cerri 75 poesie pubblicate
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M'incanta il tuo gioioso destino, come a donna fatale mi abbandono. Chiusa nel mistero dei tuoi palazzi di stucchi riflessi e dorati, svanisci la mia saggezza sull'onda peregrina che sbatte e sbatte sui tuoi antichi sassi. Sublime bellezza d'arte e di vita, inondata di luce e d'ombre leggere, romantica e melanconica fra i tuoi canali silenti m'inebri di profumi stranieri e di veli leggeri di signore ai bar. Tra il vociare dei turisti e lo stormir dei piccioni, rischiarata di luce marina, lì abbandonata consoli e mediti il tempo che fugge.
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Commenti (2)

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Angela Fragiacomo14 dicembre 2013

"consoli e mediti il tempo che fugge" così poesia desta la notte dal tempestar parole vane e sbatte all'occorso un guizzo d'arte di stucchi e arazzi dorati di veli sottesi e cantati di quelle signore nei bar... e sogna e guarda e osserva l'amabile il lettore tra le righe... -chapeau-

M
Mariasilvia7 gennaio 2014

Sarò di parte... essendoci nata e vissuta. Splendono nell'ombra di un silenzio sacrale le luci della laguna. Vive l'aria di fascino e mistero, calli che custodiscono segreti e veli di nebbia che incipriano tetti e torrette... Come una bella donna cattura e nell'onda del tempo si adagia... Superlativa!!!