Venezia
M'incanta il tuo gioioso destino,
come a donna fatale mi abbandono.
Chiusa nel mistero dei tuoi palazzi
di stucchi riflessi e dorati,
svanisci la mia saggezza
sull'onda peregrina che sbatte
e sbatte sui tuoi antichi sassi.
Sublime bellezza d'arte e di vita,
inondata di luce e d'ombre leggere,
romantica e melanconica
fra i tuoi canali silenti
m'inebri di profumi stranieri
e di veli leggeri di signore ai bar.
Tra il vociare dei turisti
e lo stormir dei piccioni,
rischiarata di luce marina,
lì abbandonata consoli
e mediti il tempo che fugge.
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Commenti (2)
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Angela Fragiacomo14 dicembre 2013
"consoli e mediti il tempo che fugge" così poesia desta la notte dal tempestar parole vane e sbatte all'occorso un guizzo d'arte di stucchi e arazzi dorati di veli sottesi e cantati di quelle signore nei bar... e sogna e guarda e osserva l'amabile il lettore tra le righe... -chapeau-
M
Mariasilvia7 gennaio 2014
Sarò di parte... essendoci nata e vissuta. Splendono nell'ombra di un silenzio sacrale le luci della laguna. Vive l'aria di fascino e mistero, calli che custodiscono segreti e veli di nebbia che incipriano tetti e torrette... Come una bella donna cattura e nell'onda del tempo si adagia... Superlativa!!!
