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Spirituali 14 dicembre 2013 · lettura 1 min · 843 letture

'ABUN... U' TE' MALKUTAK' (Padre... venga il Tuo Regno)

nemesiel 226 poesie pubblicate
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E noi al confine tra la vita e la morte. Chissà se nascerai quest'anno per aiutarci a ridisegnare la strada della vita. In un lucido sogno ascoltare le parole di allora. Sollievo, speranza, calore fra indifferenti sguardi scorci di luce sull’oscuro orizzonte di creature. Ma in questa perversa cieca normalità d’una universale ipocrisia fa ch’io non molli mai. Fammi lavorare sorridere, ascoltare scavare, consolare vedere questo pianeta che mi viene incontro. Fammi amare 'Abun... ed ogni giorno fammi seminare.
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Leggere il Padre Nostro in aramaico antico, la lingua in cui Gesù lo insegnò ai suoi discepoli... la Sua lingua. E' un'emozione ripetere quelle parole...

L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (13)

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Una implorazione perché la vita e la speranza possano albergare ancora nei cuori delusi, perché la cosa più naturale del mondo, l'Amore, sembra ormai solo una chimera... Dolci e sentiti versi.

Rosita Bottigliero14 dicembre 2013

Preghiera dagli alti toni religiosi che ne emozionano la lettura... versi ben stilati che la valente autrice ci pone come riflessione...

S
Salvatore Linguanti14 dicembre 2013

Una invocazione nata certamente dalla fede e dalla consapevolezza del limite umano. Una richiesta, più che altro di coerenza, visto che vivere secondo l'amore del Padre, ci porta ad essere seme e frutto, per tutti gli altri.

Tonia Fracella14 dicembre 2013

Versi che emozionano nella lettura e giungono al cuore di chi legge in maniera intensa. Una richiesta/ preghiera di ricevere quella forza di continuare con speranza lungo il percorso di vita senza mollare. Grande profondità... Molto apprezzata.

Massimiliano Moresco14 dicembre 2013

Apprezzo gli autori che sono capaci, oltre a regalare emozioni, di regalare pillole di conoscenza in poesia. Un'invocazione che è preghiera verso il Cristo, con tutti i dubbi, le speranze, le paure che segnano l'esistenza dell'essere umano. Un invocazione che, al di là del credere, libera il cuore e la mente dai fardelli del quotidiano

Stefano Drakul Canepa15 dicembre 2013

commovente, spirituale, profonda... una poesia che è una vera perla, fra fede e umanità ... grande

Catia Dinoni15 dicembre 2013

Mi scorre dentro le vene nel brivido di un emozione grande, poter leggere in una lirica tale profondità d'animo senza nascondere le debolezze che a volte questo percorso snocciola con piccole deviazioni di rotta, ecco... poi accade di soffermarsi come l'autrice con delicatezza sublime sull'inizio di tutto, una preghiera... non una qualsiasi, ma Il Padre Nostro, l'invocazione più eccelsa, totale, nell'arrendersi in quell'abbraccio, per ritrovare la forza di incamminarsi attraverso scorci di luce sull'oscuro orizzonte di creature. Versi che commuovono, impossibile rimanere impassibili. Un plauso per un tema trattato con grande maestria.

Carla Colombo15 dicembre 2013

Una sopraffina spiritualità aleggia libera e si respira tra i tuoi versi contagiando di speranza anche chi crede in modo altalenante, nella discontinuità di pensiero dovuta a certe insofferenze verso brutture quotidiane, ipocrisie e tante ingiustizie. I miei complimenti per aver resuscitato un Dio che come dici tu "chissà se nascerà quest'anno"

Alberto De Matteis15 dicembre 2013

Signore, fammi amare ed ogni giorno fammi seminare. Credo che non ci siano parole migliori per esprimere con gioia tutto l'amore per il prossimo.

Fiammetta Campione15 dicembre 2013

Una preghiera che fa riflettere, perché nasce da chi si guarda intorno e vede la realtà così com'è, nuda e cruda, senza false illusioni. E con coraggio guarda avanti. Efficace, intensa, sentita... colpisce.

Riccardo Ruschetti16 dicembre 2013

Mi colpisce quel "fa ch'io non molli mai"... Eliana non chiede nulla per sè...neppure la salute... desidera solo rimanere sempre se stessa, con la forza interiore che l'ha sempre contraddistinta... lucida in mezzo a tanta oscurità, capace "ogni giorno" di quel saper "dare" che rende liberi gli sguardi e le anime. Una preghiera, quindi, che parte dal profondo e va ben oltre a certe "nenie" recitate colme solo di belle parole...

Rita Stanzione16 dicembre 2013

Grande capacità d'esprimere con eleganza di stile. Poesia apprezzatissima.

Francesco Rossi17 dicembre 2013

Una espressione chiara, ricca e originale permea il contenuto della mirabile poesia.