La solita mediocre rentrée
Ci sta bene
sporca a modo suo
questa parola
in una strofa
una domenica sera
senza nient'altro da scrivere
e con lo stomaco pieno
di mollica di pane
che posso tramutare in pena
solo invertendo le vocali
(giochino che fa tristezza
da end del weekend)
un'altra pesantezza
“quando li avrai come me
i trent'anni capirai
che non è mica vero
che non si muore mai”
Sono nel mio ruolo
e tanto avrei perso comunque
mi dico
e intanto Dicembre mi si stampa uguale
in gloria al colesterolo
mio
e di Babbo Natale.
Qualcosa al cuore o alla prostata, forse alle gengive
confondersi alle volte è sintomatico,
di cosa? non lo so sono confuso
potrei cambiare nome, cosa vana di per sé
la solita mediocre rentrée
di malattie che non contano
mai su di loro stesse soltanto
qua fuori c'è un corpo
dilatato negli infiniti
di verbi facilmente coniugabili:
ire per ere in are
(la preghiera dell'uomo
nervoso e stanziale)
Uscite,
ragazzi che Papà
ha voglia di un '76
perfetto, senza avervi
minimamente in mente
uscite pure
lentamente,
che è lunga l'intro
di “Disco Inferno”...
Sotto lo schermo
un uomo in mutande
da non condividere col pianeta intero
dentro la lente del suo occhiale destro un mistero
un'esplosione cosmica, un arcobaleno
di vetro scomposto su di un viso asimmetrico vagamente deforme
rantola la gamba sinistra lui fermo rantola
di un varicocele enorme
rantola come se il verbo rantolare
fosse il sostituto naturale
del verbo respirare
e un mondo non lo vede,
un mondo casuale,
un mondo che sorride,
un mondo che potrebbe tranquillamente esplodere tra un nanosecondo e un secolo,
un mondo che è in un vicolo,
un mondo che non s'offende neanche troppo
se lo si definisce ridicolo
un mondo che non s'arrende in quanto non combatte
un mondo dove c'è un uomo in mutande,
un uomo rantolante.
(e mi chiamò lo scriba ermetico
disse:”vi è nulla di meno poetico
di un elenco di come può essere un mondo
che fa sfondo ad un uomo ipotetico”)
Questo silenzio è un riassunto
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Commenti (1)
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S
Sanzi5 marzo 2014
E' un modo di scrivere in cui il ritmo ha un significato ulteriore, sempre, comunque a me piace leggere fermandomi su certe parole, su certe frasi, come da un'isola all'altra, dove il senso sembra di più, almeno per me (povero illuso lettore, probabilmente, ma si sa, insito nell'essere lettori forse questo) e ci sono anche degli indovinelli sparsi, come lo scriba ermetico o il 27 dicembre, chissà se l'ipotesi è giusta penso; questo fatto degli indovinelli mi piace, ha il suo senso (e dà senso). Mi piace