La bellezza della rosa -Inanis pulchritudo
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (14)
La sensazione che ogni cosa passi, che segua il suo corso come in un inevitabile epilogo, il drammatico scorrere del tempo. La rosa, la sua delicata bellezza e il suo precario esistere immagine di ciò che svanisce, che non dura, e che rimane dentro solo come ricordo, come le cose vissute e mai veramente afferrate... Davvero bella sia per le immagini che trasmette che per la profonda riflessione ... La chiusa è perfetta, una poesia nella poesia... Apprezzata molto, complimenti! !
Un omaggio ad un fiore pregiato e una metafora della vita, fusi in quest'opera che desta meraviglia e pone riflessione per il lettore. Anche dietro ala bellezza, palese o celata, si nascondono le striature della sofferenza e del tempo che passa.
Una severa analisi costellata di poesia, laddove i particolari emergono in tutta la sua bellezza. L'autrice ha saputo dipingere vari argomenti tutti indirizzati in un finale veramente sublime, dalla rosa, sino alla fine dei nostri giorni, una trama originale in una stesura altrettanto singolare, bella e interessante, piaciuta, complimenti all'autrice.
La rosa, fiore splendido, profumato, il fiore per eccellenza metafora dell'amore della caducità della bellezza della primavera della vita. La descrizione poetica dello spazio presenta le caratteristiche del luogo ameno (il locus amoenus dei poeti classici), in cui gli elementi della natura accolgono l'uomo e lo invitano a godere i piaceri della vita. Questa concezione edonistica, cioè di un puro e innocente abbandono alla gioia dell'amore, si vela di malinconia, perché il tempo è fugace e le cose belle sono fuggevoli.
Un analisi della nostra esistenza, pacata, velata di emozioni, intrisa di passioni e considerazioni su quello che siamo, del nostro fluire in un tempo ove "tracciamo solchi tra le nostre mani", consumando "pietre, grani e poi polvere...". Profonde considerazioni da parte della nostra brava Autrice sulla nostra storia e sul nostro essere che vive la sua vita: un piccolo attimo se confrontato al tempo dell'universo. Ci riteniamo spesso grandi o comunque pensiamo di esserlo ma, come dice l'Autrice, forse "non siamo mai esistiti se non a noi...". La chiusa finale prorompe rafforzando interrogativi che hanno da sempre albergato nell'animo umano sulla vacuità e l'essere effimero delle cose del mondo. "Sic transit gloria mundi"!
Nell'insieme poetico oltre alla bellezza dei versi, traspare un eleganza che travolge il lettore mentre scorre avido con lo sguardo alla lettura, delicata metafora quella della rosa, bellezza che suadente cattura, ammalia dei suoi petali, e di essa anche le spine si sopporta, il tempo però gli è nemico, un rigoglioso fiorire che sfoglia nel tempo, destinato a perdersi tra petali che uno dopo l'altro scivolano arresi, cogliere l'attimo dunque? Questo è il messaggio? Trovo duplice l'interpretazione, la vita scorre lascia solchi profondi... ma quell'attimo ora sbiadito, ha lasciato molto di più.
il tempo che passa e scolora ogni cosa, lasciando un ricordo che vive solo in chi l'ha vissuto... amara, con incanto. B r a v i s s i ma
Poesia di grande finezza che ha come protagonista una rosa che ha, mi sembra di capire, un significato simbolico. La Rosa come simbolo di caducità, si è vero, ma soprattutto come simbolo dell'utero da cui nasce la bellezza, che è effimera come è effimera la vita del singolo la quale in soffio vola via. Una bellezza da gustarsi nel mentre, nell'attimo in cui nasce e si rivela al mondo.
non siamo mai esistiti se non a noi... traspare la cruda ed incontestabile realtà della nostra esistenza
un'analisi di un nostro modo di essere sembra assomigliare a una rosa vellutata che ne chiarisce i colori e la sua finezza ...poetica che lascia sempre un'emozione. ...
Che dire dopo tutti questi commenti meritatissimi! Strabigliante bravura ...un poetare profondo che tocca il cuore. Un diamante in questo oceano di Poesie. Inchino.
Una visione chiara, limpida nella sua spietata verità di ciò che siamo nella nostra l'esistenza. Brava l'autrice nel cogliere metaforicamente le sfumature di una rosa adagiandole sapientemente a misura dell'umano stare e delle sue emozioni. Tutto andrà a sbriciolarsi... a sbiadirsi nel tempo nell'inesorabile cammino a consumarsi di quel che oggi è.
"Rosa fresca aulentissima" scriveva D'Alcamo... una rosa, bella, delicata, profumata; una vita, la nostra; ambedue subiscono la sorte di durare il tempo di un sospiro, e poi: tutto ha una fine. Amara, spietata analisi dell'esistenza in un verseggio elegante, bellissima e sentita la chiusa.
Con l'incipit, bellissimo, e la chiusa, stupenda, già viene detto tutto. Un viaggio riflessivo volto alla ricerca continua di quel qualcosa di indefinito e inspiegabile che dà un senso profondo alla vita, all'amore e ai sogni. Toccare quella rosa tra le dita del nostro tempo tra realtà e utopia è l'incanto stupendo di un sogno che proiettiamo oltre noi stessi nel desiderio di concretizzare un'idea. Il nulla è sostanza, se sappiamo riflettervi le nostre speranze e rendere reale il pensato, l'oggetto della nostra volontà. Niente è invano, ciò che viviamo è pura idealità incarnata in sembianze umane. Solo se sapremo vedere oltre quel sembiante, saremo veri e capaci di vivere il sogno della nostra vita, anche se i suoi vellutati petali cadranno.











