Gettando i dadi
La gramigna rossa s’afferra
alla ferita di un camino
che è in debito di fiato
e si sdraia.
I coppi del tetto
sono mani sospese
e nidi per i passeri
sperando non piova.
L’onda si infrange
su chi indugia
immoto nell’indovinare
a darle le spalle
e la risacca non sempre
restituisce il giocatore al gioco.
S’avvicina un gabbiano
si è accorto che non so volare
e s’addormenta.
Oltre si perde l’attesa
e appare un muro.
Gettando i dadi
si rimbalza o si frantuma.
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Commenti (1)
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Luigi Cicchetti17 novembre 2005
Particolare e interessante il vostro modo di scrivere! Mi piace!