Muore il viso
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (6)
Una descrizione che mi appare parallela fra ciò che lo sguardo cattura e quel che l'anima vede... C'è la natura nel suo tempo più in ombra quando il mondo pare sospeso e c'è il profondo che tale tempo lascia indagare tanto da... "Sono l'intimo allievo di me stesso".
ciò che osserva l'anima e ciò che vede il nostro sguardo... una lirica pregna di amore che si evince un grande animo...
occhi opachi, quasi senza luce nei colori sbiaditi dell'inverno, si adeguano a tramonti che si confondono con le spente luci dell'inverno... versi sempre tanto belli
L'occhio e il viso, in perfetta simbiosi con la natura, calano al tramonto. Lo scenario di un declino, di un mondo sospeso nella propria inettitudine, sullo sfondo del quale, l'io poetico si ritrova solo, "intimo allievo di se stesso". Ottima riflessione.
"Sono l'intimo allievo di me stesso"... partendo dalla chiusa si percepisce l'incedere dello stato d'animo che con sguardo minuzioso osserva l'operosità di ciò che è il contorno che avvolge il nostro essere, lo sguardo par adombrarsi nella stagione del lungo inverno. Ma ciò che si osserva, come arriva nella percezione profonda dell'anima?... Una lirica che lascia davvero quel senso di sospensione.
Nella nostra anima si posa l'inverno che smorza colori ed emozioni, e sul nostro viso emerge una esile parvenza di luce interiore, e si cercano ovunque quegli attimi che diano una illusione di appagamento che però difficilmente si trovano rimanendo come s'esprime con senno il poeta, allievi di noi stessi in attesa.






