Il vento
Candidi panni stesi ad asciugare,
come candida neve sotto l'incerto sole,
si animano percossi dal vento irruente
e all'impeto s'agitano irrequieti.
Le bianche nuvole, sfrangiati cenci vaganti,
s'inseguono affannate in arcane figure,
e dall'informe sofficità assorbite
riemergono poi sotto nuove sembianze.
Tutto intorno si muove, s'agita, saluta,
secondo primordiali indecifrati codici.
Lenta, oscurando, scende la sera
e tra i cirri la luna gioca a nascondino.
La notte dal suo tenebroso rifugio
dispiega la sua gelida coltre nera
che tutto avvolge e agli occhi cela,
un sonno ristoratore ognuno attende.
Scorron veloci nel buio le ore,
oppure van lente fin quasi a fermarsi,
inseguendo pensieri frustati dal vento.
Presto la nuova alba, puntuale, verrà.
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Commenti (2)
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sergio garbellini22 dicembre 2013
Una lirica ricca di particolari naturali e poetici allo stesso tempo. Versi che scivolano melodiosi sotto l'occhio attento del lettore, con un susseguirsi di scene che ne abbelliscono la trama, si nota la mano della poetessa attraverso la metrica e la verve poetica, nonché la certosina attenzione su dei risvolti particolarmente significativi che si notano all'interno delle parole. Letta con molto piacere e apprezzata, segnalo.
Giovanni Facchetti22 dicembre 2013
Belle parole che interpreto come metafora: il vento che potrebbe raffigurare i tormenti della vita con però una luce finale che è come un atto di speranza volto al bello, raffigurato dall'alba che ritorna sempre. Apprezzata, complimenti
