Natale alla stazione

Natale alla stazione,
corpi stretti, stracciati, vinti.
La povertà, la disperazione,
gli occhi sfuggenti e spenti
come una colpa che dilania le anime.
Il sopore della ragione
che offende e umilia l'umana esistenza
ferma il progresso verso derive di miserie.
Quale arbitrio osa creare vortici di disperazione estrema!
No, non ci sono canti di Natale qui, nel buio,
dove il sonno conduce al domani.
Un altro giorno senza alba,
spento, uguale, senza confine
torneranno le ombre a nascondereancora
i reietti di un tempo distorto e vile
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
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