La Tua Voce

Per cosa poi?
Delle briciole che spargi
ho soffiato via la noia
In un bicchiere di lentezza
E di giorni - Volti Alcool a profusione
Quel catrame che si sforza di penurie
senza palle, né più braccia da indossare
Per cosa hai combattuto? dimmelo tu.
Per cosa dibatti e digrigni il cranio
In quelle notti senza tetti e senza memoria.
Cos' è che inforchi?
Se la tua, di lieve muore
Per cosa poi combatti?
Nel silenzio,
ascolto i resti di un soldato.
Nel tacere
della terra sempre brulla
risorge il lui che ancora vuole
e anche brama ma poi non è.
Poiché Egli non domanda il vero,
ma investe, tracima e non si eleva
Ma la guerra - amico mio
s’è perduta dietro il fango
E la tua voce
è ancora sabbia
in questo inutile deserto
di parole
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
EnzoL
Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
