Primavera Silvana
Adesso mi cerchi tu, donna triste,
invano.
ora sono com'eri:
immune e lontano.
Non conosco più sofferenza.
Ha preso il tuo posto un gelido rivo
fermo: Primavera lontana.
Ora vai errabonda,
e sola nella tua frenesia.
Vorrei donarti ristoro,
ma il cuore non sente,
ti fugge.
Solo questo posso donarti,
una parola che parla la mente:
gabbiani sul tuo rivo
gelato voleranno forse; allora mi darei le spalle,
e ti allontanerai muta e cieca.
Primavera passata.
©
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