Oasi naturale della Cona
Il sole arrossa lo stagno mentre il vento stropiccia
come un drappo la pelle dell’acqua.
E’ quasi sera.
Le oche a ventaglio approdano lasciando scie sfolgoranti
spegnersi nel crepuscolo.
I versi si fanno rochi, quasi rantoli aggrovigliati tra le stoppie.
Sagome scure galleggiano dolcemente aggomitolate come gatti.
I miei occhi si allungano per vedere oltre i canali
una Poiana che in cerchio termina il suo giorno
e grida la sua fame come io urlo la pace,
quella che depone il mantello sulle mie spalle
e mi conduce ebbra di gioia al dono della terra.
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