Mandala
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
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Il mandala, corrispettivo visuale del mantra recitato in partiche di meditazione buddiste, richiama qui ad un bisogno di ordine e armonia interiore nonché di perfezione invocata in un percorso amoroso idealizzato che alla prova dei fatti invece è molto difficile da realizzare e allora si preferisce restare nella luce cieca autoingannandosi e decidere di cancellare il sogno cadùco…domani
" Mandala " Processo mediante il quale il cosmo si è formato dal suo centro attraverso un articolato simbolismo, consente una sorta di viaggio iniziatico che permette di crescere interiormente. Secondo i buddisti però, i veri Mandala possono essere solamente mentali Sogno... caducità delle cose e rinascita come la sabbia di cui è composto e spazzato via forza che dà la vita. Lirica d'amore, ma anche introspettiva nella ricerca interiore d'equilibrio! Ottima e piace molto come è stata chiusa!
Spesso anche quando si riconosce il "disordine" interiore che una relazione provoca, è difficile prendere una decisione così, l'autrice è come se volesse prendere tempo e meditare prima di giungere ad un traguardo, qualunque esso sia...
che dolce questa lirica, esprime tutta l'emozione che si prova... versi eleganti e profondi
Nel percorso del Mandala, si va alla ricerca dell'armonia interiore con il proprio essere, ci si nutre bene per incanalare la giusta energia, interessante questa lirica che si pone su due fronti a mio sentire, il proprio equilibrio mentale che porta a vivere consapevolmente e in maniera totalitaria anche un amore, e proprio vero chi ha di questa pace può solo che raccogliere frutti succosi nel rapporto con l'altro, e pure vero che arrivare a questo tipo di perfezione è un arduo cammino... e come ben esprime nella chiusa l'autrice, serve ancora quel momento di riflessione, quel prendere tempo, per capire senza disperdere... serve anche il domani, vale la pena di attendere se poi quella sicurezza arriva. Piaciutissima.
Distruggere il ritratto, come il Mandala che va disfatto spazzando via la sabbia che lo compone per ritrovare nella caducità dell'esistenza e dell'amore una rinascita e un nuovo inizio. Poesia che apprezzo tantissimo per il contenuto ma anche per l'originalità. Uno stile poetico molto innovativo.
Il mandala, un cerchio perfetto, simbolo della totalità e della perfezione che tiene e trattiene tutto ciò che vuole esondare dal nostro se'. Ma in questa interessante ed affascinante poesia, il mandala sembra comprendere e contenere due se' che vivono in simbiosi e trovano nella distruzione della perfezione col gesto della mano, il motivo per ricrearlo sulla base dei cambiamenti che giorno per giorno avvengono nella vita. Per mantenere perciò vivo l'amore che rimane tale nel continuo e perpetuo rinnovamento.
Il fascino di un percorso, fatto spesso di cadute dolorose (ma necessarie), che permette al nostro essere quella crescita alla quale siamo chiamati ad effettuare. Un lungo cammino lungo viali di "luce cieca", fatto di spine da individuare e sopportare, curando ferite... giorno dopo giorno, per quel "domani" che c'aspetta...
Se si potesse costruire nell'amore "il disegno geometrico perfetto" sarebbe felicità perpetua. Invece la vita aggredisce la tela e i rapporti veri sono pieni di sbavature ai contorni, cedono i tratti, sbiadiscono i colori... Guardare con verità quel ritratto significa affrontare la realtà. Versi che si muovono nei sentimenti come due occhi spalancati sulla vita... a volte si, accadono... (punte di dolore)
"Colorato, lieve, perfetto senza dispersione" Succede che si costruisce un'immagine perfetta e la si custodisce dentro di sé, facendola diventare nel tempo una compagna che ci segue; ma proprio per questo, quando ci si rende conto che non si può trasformare in realtà, fa male. Molto. Allora non si vorrebbe vedere, perché vedere "dilata la sete"... Preziosa introspezione, molto apprezzata.










