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Introspezione 28 dicembre 2013 · lettura 1 min · 1156 letture

Papavero nero

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Musica della luce. Note di luna dilatano la stanza allungano le ombre del silenzio. Sciabordio di pensieri sui ruvidi fianchi della mente. Respiro. L’angoscia si allarga nel petto Trova spazio germoglia come un papavero nero. E sbucano fantasmi dalle segrete dell’anima gli stessi di sempre di mute domande. Gli occhi di nebbia guardano il mondo confuso oltre il vetro che lacrima fiato.
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nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (12)

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Carla Colombo28 dicembre 2013

Il silenzio della notte amplifica lo scrosciare di pensieri invischiati negli stessi schemi, che rimbombano assordanti dentro, molto efficace quindi l'immagine del papavero nero: la disperazione si trasforma da sangue fluido rosso che sgorga da ferita nel costato, gabbia protettiva del cuore che però non riesce a proteggere le ingiurie inferte all'anima, a sangue raggrumato oscurandosi in una macchia stantìa difficile da rimuovere. Versi molto belli e incisivi che traspongono pugnalate anche in chi legge

Riccardo Ruschetti28 dicembre 2013

Un'introspezione che trasmette quel senso di angoscia che assale masticando silenzi. L'immagine del papavero nero è chiara... un'oscura debolezza che sa ergersi tra mille colori pur rimanendo essenzialmente fragile... come appunto quella un papavero. E lì i fantasmi (i "soliti") affiorano macerando di ogni loro perché...ben attenti nel tenerci oltre quel vetro che ci separa dalla tiepida verità.

Catia Dinoni28 dicembre 2013

... germoglia come papavero nero... quasi a significare l'oblio, percezione tagliente del silenzio che dilata tra i cunicoli dell'anima, un girovagare di pensieri tra le nebbie, smarrito quel senso d'orientamento, e da questi stati d'animo che fanno paura quei fantasmi che riemergono provocandoci angosce, uno stato momentaneo di confusione... fermarsi è determinante... respirare appunto, lentamente si rimetterà a fuoco, un vetro non si appanna eternamente, il calore arriva... cerchiamolo.

Massimiliano Moresco28 dicembre 2013

Una poesia che contiene al suo interno un apporto di simbolismo, oserei dire, quasi esoterico. Un papavero nero. È chiaro il richiamo dell'autrice che, attraverso questo fiore, suggerisce come il proprio stato interiore possa essere stantio, una specie di sonno eterno dei sentimenti. Ma questo elemento fa rinascere quei fantasmi che risalgono dall'inconscio che in una certa weltanschauung, possono essere i sintomi in grado di rivelare che qualcosa non va, tracciando anche la strada per risalire da quel buco nero dove vengono suonate note sempre uguali.

Simona Biancolin28 dicembre 2013

Sì...una poesia di matrice simbolistica vista la simbologia del fiore e questa angoscia esistenziale che mi fa pensare allo spleen decadente, ad uno stato di dolore esistenziale che affiora anche in momenti apparentemente sereni... questo respiro che rompe l'armonia della luce e del silenzio. Molto originale nella forma e nel contenuto.

Salvatore Masullo28 dicembre 2013

Un'atmosfera preparata ad arte: una luna ed una stanza buia quale preludio ad una introspezione mirata, dove i pensieri sembrano acqua di mare sciabordare ai fianchi della barca della mente. "Sciabordio di pensieri sui ruvidi fianchi della mente": versi folgoranti che avrei voluto volentieri scrivere io in una mia composizione... Un'atmosfera preparata per accogliere quelle presenze che sbucano dal profondo dell'essere: sono i fantasmi dell'anima, portatori di angoscia, che fanno domande ed ammoniscono... In linea la chiusa finale con i versi che la precedono: occhi che restano confusi e immoti verso quei vetri oltre i quali annaspa un mondo confuso... Sono versi sopraffini, che trasportano e coinvolgono la mente di chi li legge...

Francesco Falconetti29 dicembre 2013

A volte la ricerca introspettica, se profonda ed incontaminata da fattori esterni, raggiunge dei parossismi che stupiscono nel risultato lo stesso autore e l'autrice appare offrire al lettore l'esito di una delle sue più profonde ricerche.

M
Massimo Curzi29 dicembre 2013

Triste realtà che rende la notte nutrice dei nefasti pensieri. Il silenzio, l'oscurità sono le fide sentinelle dell'oblio, tuttavia, talvolta la mancanza di luce ci può trarre in inganno e quel che è nero potrebbe solo esser blu, e allora tutto così smette d'esser amarezza e ci si ritrova a sorprendersi con la magia del mistero, tale è il linguaggio dei papaveri cosi vestiti. Bella .

S
Salvatore Linguanti29 dicembre 2013

Situazioni particolari ci predispongono a guardare il film del nostro intimo, in maniera più obiettiva possibile. E' in quel momento che osserviamo e diamo ascolto a tutti i nostri fantasmi, veri o presunti; comunque momenti veri e di crescita personale. Il tutto espresso con particolari metafore dala autrice.

Fiammetta Campione29 dicembre 2013

E' di notte che i pensieri neri sbucano da sotto il letto per venirci a trovare con la loro presenza ingombrante e insopportabile... perché la notte ingigantisce le paure e le ansie, che galleggiano nel buio in una danza densa di angoscia... Quell'angoscia senza riparo che l'autrice descrive con efficacia e intensità.

Nadia Mazzocco31 dicembre 2013

Letta e riletta, una poesia stilata magistralmente, mi è entrata subito nel cuore perche è nelle mie corde, condivido questo sentire... versi bellissimi, soffusi di malinconia che rende ancora più toccante la poesia. Apprezzatissima!!!

g
giampietro corvi c3 gennaio 2014

Quando la parola si fa musica, un canto ti prende come per mano a condurti protetto, anche attraverso armonie che devastano, alle volte. La tua mano ci conduce verso quelle tenebre racchiuse in ognuno di noi, verso un fiore nero perché l’arcobaleno, nel buio, non dona molte sfumature. Ma la certezza di vedere quel fiore con i suoi propri colori, (fosse anche nero) in contrasto alla luce dell’alba che arriva è Speranza, e così voglio sentirla.