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Satira 29 dicembre 2013 · lettura 2 min · 2427 letture

Valium Wallace

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Il mio nome è Valium Wallace Mi gusto tutte le rivoluzioni Tutte le ribellioni... dal divano. Aspetto solo il momento giusto Quello che mi dia lo spunto Per evaporare dal bel sofà E unirmi al coro che saziera' Vorace pancia e poi chissà. Per ora devo pensare, devo capire Come fottere il fatal sistema, È questa ora l'unica mia pena! Passo le giornate nella mia meditazione: Un kilt, un telecomando, una birra piena Sono la mia impegnativa applicazione. Zapping a volontà per trovare l'ispirazione Una sigaretta per aumentare l'attivazione, Che Guevara da lassù mi guarda soddisfatto Porto un basco che sembro un suo ritratto. E le masse, loro, pendono dai miei unti capelli, Brancolano ancora nel fosco buio Coloro i quali nella spietata vendetta Trovano nella loro angusta cameretta Luminosa via che dal nero finalmente riscatta. Le mie sagge esternazioni però Non tengono ancora il cappio Che al collo vorrebbe voracemente legarsi in quanto, per condurre gli smarriti, nell'io sarò, Devo aspettare il momento giusto Quello che da scintilla diventi tumulto Per condurli via da questa società Anche se poi, fondamentalmente, Tornerei volentieri alle mie comodità.
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Ho narrato di un personaggio che è il prototipo del rivoluzionario dei tempi moderni. Potrebbe per questo essere ognuno di noi, tutti noi indignati per le ingiustizie del potere. È questo un "potere" che, a differenza degli altri nel corso della storia, ha capito come disattivare gli individui per qualsiasi anelito di ribellione seria. Ossia fornendo tutto ciò che abbiamo conquistato nel 900, i prodotti del cosiddetto "consumismo"... ho giocato col nome dell'eroe scozzese, per sottolineare la mancanza di ardore ed idealismo d'oggi.

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (9)

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Jura29 dicembre 2013

Bellissima rappresentazione dell'italianità media, della serie: armiamoci e partite. Tutti in attesa che sia l'altro a prendere l'iniziativa.

Carla Colombo29 dicembre 2013

Valium ottundente dato in massa alle masse rincretinite sul divano dell'inazione col telecomando del fallimento a guardare la televisione del proprio scempio. Eppure tutti a lamentarsi nel nichilismo dell'essere senza dignità, un vivere a metà o meno ancora...

Antonio Biancolillo29 dicembre 2013

E bisogna attendere ancora molto per quella scintilla che possa cambiare qualcosa nel concreto... Ma siamo così assuefatti... così legati ancora alle nostre quotidianità...alle nostre comodità...e si aspetta sempre il momento giusto... Bella e arguta la disamina di quello che siamo... Molto apprezzata...

nemesiel29 dicembre 2013

Splendido ritratto dell'uomo dei nostri tempi di determinate società ...limitativo dire che sono solo italiani, queste "eroiche virtù" ci accomunanano ad altri popoli e simili contesti... siamo il residuo sconcio dell'oratoria da agorà, tecnici in pantofole di politica e di calcio, aborti di ideologie che avrebbero cambiato il mondo, obliate le idee, sventoliamo opinioni raffazzonate... impastate... rabberciate... non nostre... e imprechiamo... di volta in volta... il governo (che tanto ci somiglia) il vicino... il vigile... il sistema... Fieri e panciuti (ancora per poco) espletata la battaglia, torniamo tronfi al sofà. Poesia prova di bravura, argomento che poteva scivolare in usuale retorica ma il nostro bravo autore non corre mai tale rischio.

Sara Acireale29 dicembre 2013

Chi lo sa quando arriverà la scintilla rivoluzionaria e se... arriverà. Penso che Che Guevara si sta rivoltando nella tomba. È stato bravo il Poeta a fare un'attenta e minuziosa analisi del "rivoluzionario" della società odierna. Oggi la rivoluzione si fa con le chiacchiere, il nostro cervello è stato manomesso, è stato blandito, addormentato. Riesce difficile esprimere un minimo pensiero, non si riesce più a capire dove si trova il bianco e dove il nero. Lentamente ma inesorabilmente, persuasori occulti ci hanno condotto a uno stato di torpore dal quale è difficile uscire. Difficile ma non impossibile. Proviamoci almeno...

carla composto29 dicembre 2013

una descizione in dovizia di particolari bravo il poeta che si cimenta ina tale opera dalla quale traspare bravura e preaparazione...

Catia Dinoni29 dicembre 2013

Viviamo nel complesso mondo che costantemente ci anestetizza, ci serve su quel vassoio d'argento i motivi più o meno discutibili per farci stare in riga, ribellarsi al sistema?... "nuoce gravemente alla salute", mentre nella nostra stanza dei bottoni sia pur con un telecomando comandiamo la rivoluzione personale del quotidiano apparire del potere somministrato in gocce d'assenzio, il riscatto di una società marcia brancola nel buio, si attende la scintilla per trovare la forza di uscire dal torpore, e per condurre una battaglia che " nuoce gravemente alla salute" ... il sofà diviene ancora, attraente e sicuro. Molto apprezzata e un tema trattato in un modo mai scontato.

Riccardo Ruschetti30 dicembre 2013

E' il triste frutto dei nostri tempi... in questo Occidente sempre più povero di valori ed ideali da seguire, dove si fa magari a gara per un voto telefonico in un talkshow e non si scorge... non si scuce un euro per un moribondo senza pane all'angolo di qualche strada. Siamo pronti a giudicare... ad indignarci... ma non siamo altro che lo specchio di ciò che vediamo e viviamo! Aspettiamo che qualcuno prima o poi si muova... senza pensare che forse potremmo essere proprio noi i primi a doversi muovere! Esistono tante droghe nelle quali ci è stato insegnato di non cadere... ma da quella più pericolosa... nessuno ci ha mai davvero messo in guardia... la televisione!

Daniela Dessì30 dicembre 2013

Siamo tutti ispirati da tanti buoni propositi, ma quasi nessuno in concretezza aiuta il prossimo, aspettiamo che altri facciano il primo passo! Bella poesia, ne condivido il pensiero e apprezzo la forma lineare per le scelte vocali, ritmiche e musicali.