Mare
L’acqua incolla il suo drappo di stagno come infinito decoupage,
poi lo smuove in un ritmo orizzontale.
Auree e granellose e spiagge perverse, spudorate anse aperte,
attendono il coito ripetuto dell’onda.
Nell’amplesso vorticano sabbie.
Scivolano lievi, nell’intimo mio corpo,
che langue esausto nella schiuma rabbica del mondo.
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