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Introspezione 8 gennaio 2014 · lettura 1 min · 1082 letture

Io non so Dio

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Non so dove Tu sia né so, se Tu ci sia. Non so dove cercarti. E non mi dite, no, nel fondo del mio cuore sul volto di un bambino nel velluto di un fiore o in un raggio di sole. Non me lo dite – no - ho già cercato. Un fiore è un fiore e come il sole è vita inconsapevole E il volto di un bambino è amore e tenerezza innocenza di esistere. Il mio cuore...? Solo un pugno al centro del petto che batte, che fa male e che non sa più dire. Tace e lo farà domani. Io niente... io nessuno Passo senz’orma e fiume senza foce. In quell’ultimo sguardo saprò se Tu ci sei. Perché è lì che mi verrai a cercare.
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L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (14)

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s
sergio garbellini8 gennaio 2014

Una introspezione molto delicata dettata da uno stato d'animo decisamente in assenza di certezze personali, domande che si ripetono nel tempo e a contatto con esempi negativi della vita in cui prende il sopravvento il dubbio di arcane ragioni dello spirito. Versi riflessivi che coinvolgono il lettore attraverso le emotive incertezze che l'animo rileva in modo accentuato. Una lirica profondamente condivisa e apprezzata per la trama originale, complimenti,

s
santo aiello8 gennaio 2014

Una preghiera pronunciata sottovoce, una ricerca di luce quando si sente a mancare il giorno. Una lirica intima, un grido al cielo che apparentemente non risponde. Il mistero dell'esistenza e questa immensa solitudine in un universo che è silenzioso, troppo silenzioso. Un testo che sento sincero, quasi un grido che viene dal profondo dell'anima. Sentita e apprezzata molto.

Carla Colombo8 gennaio 2014

"Io niente, io nessuno, passo senz'orma, fiume senza foce", stupenda poesia d'inquietudine esistenziale che vorrebbe il conforto di una fede salda, un bisogno di certezze che verrà soddisfatto solo all'ultimo, per cui al momento domina una visione disincantata del Creato mentre si vorrebbe poterne coglierne la magia e il segreto nascosto cosicché il cuore pugno possa aprirsi in una carezza soave

omissam8 gennaio 2014

...FAI TUE LE MIE INSOFFERENZE ESISTENZIALI... ma il finale, vagamente speraggiante, insinua il dubbio... fiocco polifemico, naturally...

Francesco Falconetti8 gennaio 2014

La ricerca della prova certa dell'esistenza di Dio è una prova ìmpari destinata in partenza ad una certa sconfitta, la nostra umana limitatezza ci condanna.

Massimiliano Moresco8 gennaio 2014

Poesia filosofico esistenzialista di grande impatto per le immagini che vengono evocate. Domande che vengono poste al divino che sembrano negarlo ma che negazione non è. È un grido di speranza verso colui che non partecipa ai mali (e al bene del mondo) per quanto gli si possono attribuire azioni o miracoli per salvare o punire l'uomo. Un Dio che appare autoreferenziale, un mistero che si svelerà quando il buio si posera' sugli occhi.

M
Massimo Curzi8 gennaio 2014

Un tema delicato affrontato con il metodo del ragionevole dubbio. Poesia che mi trascina al passato quando certi argomenti erano campo di battaglia tra chi nutriva assolute certezze e chi, come me, brancolava nel buio; nebbiosi ambienti che ancor oggi frequento, però ora con spirito d'avventura. Non posso che trovare, quindi, familiare il senso di questo bell'ordine di parole.

Andrea D’Alfonso8 gennaio 2014

Notevole riflessione metafisica che coinvolge l'essere e la sua esistenza. La percezione di una essenza suprema è l'interrogativo dell'uomo e della sua limitata logica che sfocia nella capacità innata di andare oltre il visibile e il contingente, chiamando in causa l'innata percezione che ci portiamo dentro come un mistero che non può essere svelato ma solo avvicinato in una parziale e mera comprensione... eppur l'esistenza e la coscienza della sua fattualità di assoluta perfezione è già di per sé una chiara affermazione di una presenza ordinata ed ineffabile che chiamiamo Dio... Complimenti alla nostra autrice.

Tonia Fracella8 gennaio 2014

Una ricerca profonda in questi versi... che scorrono in tutta la loro intensità per giungere in quello sguardo, ultimo ma vero punto di conferma. Un poetare toccante e intenso... Complimenti

Rosita Bottigliero8 gennaio 2014

dubbio quasi preghiera di esserci ... di avere l'aspettativa del dare in un momento credo di sconforto... molto bella la chiusa... meravigliosa lirica

Salvatore Masullo8 gennaio 2014

Se un fiore è vita, il volto di un bambino è amore e tenerezza mentre un cuore batte al centro del petto, vuol dire che hai già avuto più di un'occasione di incontrare Dio e la tua ricerca non è stata vana. Piuttosto è emblematica quell'incertezza ben rappresentata, quella ricerca, quel "passo senz'orma, quel fiume senza foce" che raccontano l'eterno peregrinare inquieto della nostra anima oppure quel pulsare incessante del nostro cuore in cerca di eterno ... A questo punto non mi resta che apprezzare l'umano pathos che prorompe dai versi dell'Autrice che ha voluto rappresentare, in maniera così profonda, semplice ed apprezzabile, il soliloquio di un'anima che anela all'infinito... sei sempre brava, inutile ricordartelo!

Catia Dinoni8 gennaio 2014

Io niente... io nessuno Passo senz’orma e fiume senza foce. Come colpiscono questi versi, dentro i meandri dell'anima, l'ingarbugliata ricerca di quel Dio, quasi uno smarrimento del sentiero, cercarlo e non trovarlo nei volti, o nelle cose che ci appaiono come le più pure e ovvie sulla faccia di questa terra. Un cuore pulsante anche se dolente, continua con la sua mappa in mano, a cercare la risposta ai quesiti che avvolgono l'esistenzialismo. Quel "non so dove cercarti" giunge come una preghiera... a non dover attendere l'ultimo sguardo per avere quella certezza, che un Dio esista.

Riccardo Ruschetti9 gennaio 2014

"Non so dove cercarti"..."Perché è lì che mi verrai a cercare"! Un grido di rabbia, di chi è stufo di prendere porte in faccia lungo quel cammino di ricerca... un consapevole smarrimento che smarrimento non è, perché l'intera lirica esprime profonda coscienza di sè. Quasi una sfida... esaltata con una chiusa dal forte sapore... come dire che sarà lì, in quel fatidico momento che si faranno i conti... ma da ambo le parti.

Fiammetta Campione9 gennaio 2014

La fede è un grande aiuto e una fonte di forza e speranza per chi la possiede, fa sentire meno soli ad affrontare le difficoltà e i dolori che la vita ineluttabilmente ci pone davanti. L'infinita piccolezza del nostro essere (io niente... io nessuno) di fronte a qualcosa che non ha forma, non ha materia ma richiede solo un atto di fede... l'autrice scava dentro di sé e non trova ciò che cerca, ma il desiderio di capire è forte e la speranza è viva, come si legge nella chiusa.