A quella Casa_lingua

A giudicarti piuma
affliggendo passaggi limbo
tra mani impudiche affilate
ed armi seduttive televisive.
Dimesse, al lascito bidimensionale
di un monolitico cazzo di passaggio
come gioia fiction ritrasmessa
nell’etere infinito
O leggeri passi in tacchi tic tac, che a reputarli piume
d’ali strutte al basso dirompente e voglioso
Rinchiuse in camice cucina e pentolame ansiogeno
e voragini isteria tra le cosce alluvionate Prozac.
Così
a volte dispari al senso; mi sbirci dal tuo reame
Lasciandomi una spanna sopra
a richieste avvinte d’alibi
o mezze frasi di rapimenti possibili
Quasi fossero:
sincere promesse
e allucinatorie
liberazioni
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L'autore
EnzoL
Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
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