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Amore 9 gennaio 2014 · lettura 1 min · 2272 letture

Attraverso il cancello

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Attraverso il cancello nel campo di papaveri seguo i tuoi passi lenti... Ed il mio sguardo è parasole a quel tuo camminare che bisogno non ha di ciò che sono. Ombra d’una follia è la speranza che la prigione che mi tiene fuori agisca contro il tempo. La pioggia domani laverà il sangue dal campo di papaveri da quel sorriso sbadato senza alcun dolore di un addio.
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nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (13)

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Rosita Bottigliero9 gennaio 2014

Un dire con poetica di alto livello. ... versi profondi fanno trasparire tutto il dolore che si insinua al di là di in cancello. ... molto bella... complimenti

Salvatore Masullo9 gennaio 2014

L'epilogo di un addio che non lascia alcun dolore dentro al cuore o nell'anima, forse perché più doloroso è stato il periodo trascorso insieme. Un epilogo triste dove pare nessuno più abbia bisogno dell'altro. Quel cancello fa da spartiacque, da muro divisorio di due diverse condizioni di essere. Sembra follia pura quella speranza residua di riavvolgere il nastro del tempo. Nonostante si sia giunti al capolinea di una unione, sembra comunque leggere dai versi un velato senso di reciproca appartenenza: questo perché quando uno ha voluto bene con tutta la sua forza, rinnegare un amore sarebbe come rinnegare se stessi! Brava l'Autrice che sa sempre come pigliare per mano il lettore e trasportarlo nelle distese azzurre dei sogni del cuore!

Patrizia Ensoli9 gennaio 2014

La pioggia purificatrice ... domani perché ancora è rosso quel sangue e pulsa come la speranza che non si arrende e diviene carceriera in un tempo ... non tempo! Un sorriso sbadato, ma inciso in un addio.

Fiammetta Campione9 gennaio 2014

Domani, sì... quel domani che forse laverà via, complice la pioggia, ciò che pesa, che ferisce, che sanguina. Il cancello, uno spartiacque che misura la distanza tra chi ama e chi non ha bisogno di quell'amore. Dolorosa, intensamente contagiosa, condivisa.

Carla Colombo9 gennaio 2014

Dunque, colpiscono molto la seconda strofa, la penultima e l'ultima, cioè praticamente tutta! Il dolore peggiore è un addio che fa male solo a uno dei due se oltretutto infierisce ancor di più pronunciato dall'altro con un sorriso sbadato, resa benissimo l'idea

Francesco Falconetti9 gennaio 2014

Lirica che, a mio parere, si presta almeno ad una duplice interpretazione: una introspettica, l'altra riferita ad una persona cara. Io preferiscono la seconda... La verità?Chissà.

Simona Biancolin9 gennaio 2014

Mi colpisce tanto la penultima strofa. La pioggia che lava il sangue dal campo di papaveri, il rosso che abbandona il rosso ma che resta persino nella forma grafica. Trovo ci sia dolore in questi versi, dolore in mezzo a rassegnazione e nostalgia anche se il capo di papaveri richiama una certa serenità e se gli ultimi versi ribaltano completamente questo ragionamento. Poesia pittorica che mi ricorda alcuni quadri degli impressionisti.

Tonia Fracella9 gennaio 2014

Un passo che segue da solo senza prestare attenzione all'altra persona, un dolore che si fa visibile in questi versi... al pronunciarsi di quell'addio... Ma domani forse la pioggia laverà via ogni traccia, ogni sofferenza. Intensa e toccante.

Stefano Drakul Canepa9 gennaio 2014

un addio è una morte del cuore, fra le parole c'è qualcosa di indistinto... che fa male. Impeccabile

Elle10 gennaio 2014

Una cadenza che segue il passo del cuore, del respiro. Versi molto belli e sofferti, seguono la sagoma di un addio, mentre la speranza busserà domani a quella porta, e la pioggia somiglia al fiume inarrestabile di lacrime ingoiate dentro che si addensano nel cielo per piovere più tardi, come una doppia sensazione in ricaduta... di un dolore nel dolore mentre ferisce.

Riccardo Ruschetti10 gennaio 2014

E' un cancello il protagonista... una barriera attraverso il quale solo uno sguardo può passare, senza poter... raggiungere e trattenere. Un cancello che funge da prigione... che per quanto ciò non sia, divide ed allontana... ed è così forte il pensiero di ciò che è rimasto al di là che lo sguardo... la mente non s'accorge che esiste un mondo al di qua. Resta solo l'eco di quel sorriso (beffardo?) a rimbombare... incurante dei muri sui quali va ed andrà a sbattere.

Massimiliano Moresco10 gennaio 2014

Una poesia simbolica. Varcare un cancello è come varcare un'altra dimensione non temporale bensì di stato dell'essere. E lo si avverte dal campo di papaveri il quale può essere il simbolo di un oblio, di una mancanza, di una perdita. Perdita di un amore quindi dove quel cancello rappresenta la soglia perr una nuova vita, anche se non sempre gradevole e gradita. Spero si non aver azzardato nell'interpretazione ma è una poesia che mi colpisce.

Catia Dinoni10 gennaio 2014

Penoso è il proseguire, varcare o rimanere in prossimità di quel cancello? comunque sia una scelta dolorosa, sostare immobile nei dubbi che attanagliano e uccidono dentro... scivolerà via il sangue dai papaveri, per quel qualcuno domani il compito forse sarà arduo riportare un raggio di serenità, e cancellare l'ombra che oscura un sorriso che tanto ancora ha da regalare al mondo... oltre quel cancello ove era confinato.