Ricordi d'autunno
Settembre svanisce calmo
dimentico del sole d’estate.
Ottobre lo tiene per mano
e sparge lacrime d’argento
che bagnano l’erba china
e le tristi frasche.
Macchie rosse di foglie caduche
e di funghi sorpresi nascosti,
contenti del loro posto,
che io conosco immemore.
Sussultano le bacche
allo stormir del merlo nero,
saltella solinga l’ultima rana
dentro il fosso sui sassi muschiati.
Il piccolo gorgoglio disseta il cerbiatto,
stramba senza sosta la lisca,
dinoccola senza tregua la foglia.
Stroscia il grigiore montano,
canta il pallido sole a valle.
Colmo è il cesto di funghi,
verdeggiano i ricci sul castagno.
Spigolo l’uva nelle vigne spoglie,
che profuma, disseta e addolcisce
lungo il cammino verso il casolare.
©
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