Calaverna

Vago sottomessa e affranta
fra decapitate speranze
mozzate al patibolo
dell’indifferenza
Animi asfissiati e soffocati
senza più emozioni palpitanti
nessun concime al cuore
in questa magra terra
rivestita dalla calaverna
Naufraghi nel mare della prepotenza
cavalloni d’egoismo e apatia
fan sì che la tempesta si consumi lesta
e ogni direzione è persa.
Becera conduzione
d’una società tachicardica alla deriva
i cui sensi di colpa sono sepolti negli occhi
e vorrei poter vedere lampi di solidarietà
a squarciare il cielo dell’inedia
per raccogliere un agognato gesto d’amore
©
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Commenti (1)
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Giovanni Monopoli12 gennaio 2014
Una poesia che sviscera problematiche a livello mondiale ove la sofferenza in molti casi regna padrona, la fragilità dell'essere umano si accompagna alla solitudine che si installa nella volontà di pensiero affinché si possa fare qualcosa per debellare o almeno fare in modo che il soffrire non sia cosa primaria e che ogni gesto d'amore porti a dare sollievo e pace in questo modo martoriato e infelice... poesia molto apprezzata per il suo coinvolgimento emotivo

