Quello che ho
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (14)
Colpisce personalmente soprattutto la seconda strofa... ma tutto il componimento trasuda di un'anima resasi nuda a se stessa. Sempre personalmente... non riesco a leggerla con una cadenza diversa da quella interpretata da De Andrè nella sua "Quello che non ho"...ma è ovviamente un brano che ho particolarmente nel cuore (come l'autore) e quindi... Massimiliano è davvero bravo nel spalmare in versi ciò che più Gli freme dentro... e questa lirica è una volta ancora la "prova provata" della Sua capacità di guardarsi efficacemente dentro. Molto molto apprezzata.
Molto coinvolgente questa poetica che tratta con versi sublimi quella condizione di libertà che si vive in questo mondo, dove comunque le condizioni e i macigni vari non lasciano volare e arrivare laddove l'anima ambisce. Ma l'autore non si demoralizza e continua la sua ricerca spirituale in un "io" che va sempre verso un "sé" centrale, quel centro che richiama fortemente tutto il nostro essere. Si legge qui tanta consapevolezza e un grande e continuo lavoro interiore sempre in crescita verticale. Complimenti al nostro Poeta dell'anima, molto apprezzata!
Trovo capacità di auto analisi, di introspezione profonda dell'anima in questo Poeta... Se ognuno di noi fosse capace di guardarsi dentro troverebbe molte cose che possiede e di cui prima non si era reso conto. Partire dall'io per arrivare al se non è facile, c'è bisogno di un continuo lavoro, di uno smussamento, di una cernita minuziosa.
introspezione e verifica della verità ne fa della lirica grande consapevolezza di avere ciò che si ha... bella lirica.
avere un anima con le sembianze di una libellula: immagine stupenda che dona emozioni e serenità. Nonostante i macigni desiderare di volare... bellissima lirica
nel complesso l'ho apprezzata molto, avrei tralasciato per intiero la terza strofa non perché non bella, ma perché nel contesto la vedo staccata (troppo soffice) le altre strofe sono molto più aggressive. . bella prova
Seconda strofa super! Iperbolicamente surrealista, seguita a contrasto molto piaciuto da una terza dolcissima, che dire, veramente riuscita, accostamenti verbali da dieci e lode! Applausi
c'è un abisso tra noi che viviamo nella condizione di esseri umani limitati e finiti e quell'idea di assoluto a cui aspiriamo con le nostre sole forze, incapaci di guardarci dentro e di compiere quell'analisi introspettiva per conoscere il nostro essere, liberarci dai condizionamenti e dalle costrizioni della vita.
Questa lirica a mio sentire sembra scritta in un impulso incontenibile, doveva semplicemente uscire, consapevoli si è di ciò che si possiede e che si è disposti a difendere con fermezza e decisione, anche se poi la realtà spesso inchioda e non permette quei pindarici voli liberi, compensa bene l'anima libellula, libra in quei spazi indefiniti varca confini oltre i limiti dell'umano sentire, oltre i condizionamenti di un mondo che ci vuole ostaggi, ribellarsi a tutto ciò, coraggioso ma assolutamente doveroso per raggiungere l'assoluto.
un verseggio bellissimo in una continua ricerca... un cercare di guardare nel suo profondo essere... particolare e bella
La strofa fimale è la spiegazione del tutto. Di fronte ad un mondo in cui non ci riconosciamo, forte è il bisogno di asserire ad alta voce, di confermare a noi stessi la nosta vera essenza... cio che spiritualmente e moralmente possediamo Questa riconferma serve a dare forza, nuovo vigore nel percorrere il cammino dell'esistenza così complessa e spesso faticosa che, non di rado, mette a repentaglio proprio quei lembi di assoluto che ognuno ha in sè. Immagini che rendono visivamente ed efficacemente le sfaccettatura di un uomo che non si arrende, che non depone le armi del proprio seppur limitato, in quanto creatura, assoluto di fronte ad una realtà che sa schiacciare e far demordere.
Una ribellione al mondo che non si addice alle identità spirituali, arroganze e materialismo sopraffanno sentimenti e moralità. Un rifugio diventa l'anima, che parla un linguaggio diverso, dove si riconosce il vero senso della vita, ma nonostante tutto ci sforziamo di cambiare quest'astronave, in viaggio chissà dove, e quale mai sarà il traguardo, intanto non ci arrendiamo all'efferato percorso su cui troviamo la forza di agire alimentandoci di divina luce, che ci lega all'esistenziale mistero del cosmo.
Quello che ho, è la sottigliezza di guardarsi nel profondo e nel gioco altalenante e crudele della vita rifiutarlo reagendo per non sentirsi smarriti.
Una frenetica e profonda ricerca spirituale che mette in risalto tutta l'impotenza, l'inettitudine dell'essere umano al cospetto dell'immensità dell'Universo e del mistero che esso custodisce. Una ricerca, se vogliamo, anche della libertà, a volte tangibile (il volo dell'aquilone) a volte no (il guinzaglio che lo frena), una ricerca- ribellione che passa per l'iperuranio platonico, quindi sfiora la dimensione metafisica per poter capire e spiegare il mondo. Ma il mistero tarda a svelarsi e l'io poetico si trova smarrito ed obbligato ad accontentarsi di spiegazioni spicciole, incomplete, "piccoli lembi d'assoluto".»














